Sandro è una narrazione teatrale incentrata sul Presidente Pertini, in scena dal 6 ottobre al 10 e dal 13 ottobre al 17, presso ITC Teatro di San Lazzaro di Savena, in via Rimembranze 26.

Andrea Santonastaso: Pertini andrebbe raccontato anche a scuola, fa bene alla salute

Andrea Santonastaso, recita l’opera teatrale scritta da Christian Poli con la regia di Nicola Bonazzi che narra la vita di Sandro Pertini. L’attore si è cimentato nella sperimentazione di svariati linguaggi, provando ad interpretare i personaggi fra i più disparati; infatti, prima di portare in scena questo spettacolo sul settimo Presidente della Repubblica Italiana, si era avventurato nella vita di Andrea Pazienza con Mi chiamo Andrea, faccio fumetti. Un monologo disegnato che frena davanti alle perentorie sentenze del destino. I periodi storici delle due epoche si legano, e Pertini d’altronde era uno dei personaggi di Paz. La continuità tra le opere non può essere ignorata. L’attore rivela che «La volontà è quella di fare una trilogia per raccontare quegli anni complicati per il nostro paese. Ce ne sarà una terza».

Dove risiede l’importanza di Pertini? Ne ha passate molte. È stato Presidente in anni molto difficili, basti ricordare che per un periodo venne denominato Presidente dei funerali di Stato: partecipò a quello di Guido Rossa, sindacalista della CGIL assassinato dalle Brigate Rosse per aver denunciato l’infiltrato brigatista Francesco Berardi; partecipò a quello per le vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, una pagina drammatica e dolorosa per la storia italiana, a causa della violenza indiscriminata perpetrata contro vittime innocenti, le cui vite sono state risucchiate dagli anni di piombo. Pertini dunque, non è un simbolo esclusivamente per le grandi storie personali che lo hanno riguardato, – combattere durante la Prima Guerra Mondiale sul fronte dell’Isonzo, essere un partigiano nonché prigioniero dei fascisti e condannato a morte, essere compagno di cella di Antonio Gramsci, o semplice uomo esultante dopo il goal di Tardelli durante i Mondiali dell’82 –, ma lo diventa soprattutto perché porta con sé anche quella grande storia che riguarda ognuno di noi. Non è semplice assorbirla e tramandarla, specialmente quando tra noi e quegli immensi eventi si accumulano polvere, libri spessi e memoria vacillante; il teatro viene in aiuto proprio per renderli nuovamente presenti e pressanti sulla coscienza di tutti. Non è un caso che la narrazione di Sandro proceda «facendo un paragone con quello che siamo noi oggi. Ci siamo inventati tre personaggi per lo spettacolo: gli odiatori. Ma che in realtà rappresentano molti di noi, almeno in parti della giornata. Si alternano i monologhi degli odiatori con la vita di Pertini, e fa effetto perché abbiamo bisogno di quell’esempio illustre di Pertini».

Gli eroi di cui si compone il panorama politico, socio-culturale e storico sono tantissimi, e sicuramente ne abbiamo bisogno; tuttavia, ciò che più conta, talvolta, è avere dei modelli vivi in grado di dare il buon esempio. Per gli anni in cui Pertini era vivo, lo è stato e più che mitizzarlo, è necessario conoscerlo e raccontarlo per imparare qualcosa, se non altro della storia che condividiamo. «L’Italia ha vissuto anni tremendi, un decennio di sangue. Lui arrivò in sordina, e poi tirò fuori il suo vero essere: un partigiano che si è fatto anni e anni di galera. Andò nel carcere di Santo Stefano per anni; gli si atrofizzarono le corde vocali perché non poteva parlare. Lui si definiva il primo impiegato italiano», spiega Santonastaso; si definì anche “il compagno Pertini”, invitando le persone a non fare solo domande pertinenti, ma soprattutto quelle impertinenti, in un evidente gioco allitterante che chiama in causa il suo cognome. Come viene raccontato nello spettacolo, una volta in un angolo sperduto della nostra penisola squillò il telefono, era il Presidente della Republica, a rispondere fu un bambino di otto anni, a cui Pertini disse: «Giovanotto, ricordati questo: alla più perfetta delle dittature, cerca di preferire sempre la democrazia, anche la più difettosa delle democrazie».
Sandro sarà in scena fino a sabato 9 e da mercoledì 13 a sabato 16 ottobre alle 21; domenica 10 e domenica 17 ottobre, alle 16.30 presso ITC Teatro a San Lazzaro. Per info e biglietti: biglietteria@itcteatro.it.

Maria Luisa Pasqualicchio

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANDREA SANTONASTASO:

Articolo precedenteAl TTFF la passeggiata in Bolognina tra la memoria del colonialismo
Articolo successivoSindacati di base in sciopero generale contro le politiche del governo Draghi