All’interno della maggioranza di governo è passata senza esondazioni la piena delle mozioni di sfiducia a carico del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ma dire che le acque si sono calmate è eccessivamente ottimistico. I partiti che compongono la maggioranza hanno spesso idee diverse sul tema della giustizia e per farle conciliarle è necessaria una costante opera di mediazione. In più, gli attacchi delle opposizioni sembrano poter condizionare le scelte dell’esecutivo, portando a parziali dietrofront.

Giustizia: qual è la linea del governo?

Il voto in Parlamento di ieri ha scongiurato una crisi di governo dovuta ad un’eventuale sfiducia del ministro della Giustizia e, per Serse Soverini, deputato Pd e componente della Commissione Giustizia, “il voto ha ricompattato la maggioranza”.
Tra la accuse di “aver ceduto ai mafiosi” a proposito della scarcerazione di alcuni detenuti a causa dell’emergenza Covid e quelle di “giustizialismo” che invece arrivano da Italia Viva in merito alla sospensione della prescrizione o allo scudo penale, sulla giustizia il governo sembra camminare sulle uova.

La linea è quella di evitare gli opposti estremismi – afferma Soverini – L’orientamento è quello di lavorare adesso su due punti importanti, che sono portare il Csm fuori dalla logica delle correnti e una riduzione dei tempi dei processi a cinque o sei anni massimo in modo da eliminare il problema della prescrizione”.
Per il deputato dem all’interno del governo si sta creando una convergenza, nonostante nella sua breve vita sia stato messo alla prova più volte, prima con la legge di Bilancio dell’autunno scorso e poi dalla pandemia.

Se si parla di giustizia, però, non si possono non tenere in considerazione gli allarmi lanciati da più parti sulle possibili tensioni a causa della crisi economica che inevitabilmente seguirà quella sanitaria. Come gestirà il governo queste tensioni? La risposta che Soverini fornisce è quella della prevenzione. “Stiamo liberando il decreto rilancio di 55 miliardi. Siamo stati accusati di aver dato un po’ di soldi a tutti, ma noi abbiamo fatto un decreto-ombrello che intende sostenere l’attuale società italiana in tutti i suoi settori, con coperture per persone che non hanno mai avuto coperture prima. Noi dobbiamo blindare la società, soprattutto le fasce più deboli, ma dobbiamo assolutamente creare le condizioni per una ripartenza e una crescita perché il debito che stiamo facendo richiederà un patto generazionale”.

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