Il gruppo di guerrilla gardening Terra di Nettuno ha riqualificato l’aiuola vicino Porta San Donato. Al posto di terra battuta e rifiuti sono fiorite piante come melograni, rose, nespoli e ligustri. In quel luogo, però, ora il Comune vorrebbe far sorgere una centralina per il Crealis, vanificando il progetto di recupero e il dono alla città.

Un fazzoletto di terra lasciato all’abbandono, su cui erano stati riversati laterizi, nello spartitraffico che incrocia via Irnerio a via Zamboni, è rinato circa quattro anni fa grazie all’azione di guerrilla gardening di Terra di Nettuno.
Al posto della terra battuta e dei rifiuti sono fioriti melograni, ligustri, rose e altre piante, che hanno reso più bello e verde quel piccolo spazio. I guerriglieri del verde, che per preparare le piantumazioni hanno zappato e concimato, hanno ribatezzato quell’aiuola “Donata”, sia per la vicinanza a Porta San Donato, sia perché è stato un regalo alla città.

Donata, però, è minacciata da una centralina elettrica del Crealis, che Comune e Tper vorrebbero realizzare proprio sotto di lei, sbancando e sradicando le piante presenti. “Abbiamo scoperto che sotto a quell’aiuola sono presenti anche reperti archeologici – racconta ai nostri microfoni Giulia di Terra di Nettuno – per cui diventa ancora più assurdo un intervento di quel tipo proprio lì”.
Gli attivisti dal pollice verde, infatti, si domandano perché, nonostante l’ampio spazio presente sulla sede stradale che vede la confluenza di via Zamboni e via Irnerio, l’Amministrazione abbia deciso di intervenire sull’aiuola. “È scarsa attenzione alle aree verdi, che sono invece un diritto della cittadinanza”, osserva Giulia.

Eppure l’Amministrazione ha ribadito in varie occasioni la sua volontà di stipulare patti di collaborazione proprio con gruppi di cittadini per la manutenzione del verde pubblico. “Evidentemente sono molto bravi a fare pubblicità a questa idea – lamenta l’attivista – ma poi non va bene stringere accordi con gruppi che non sono costituiti in associazione”.
Terra di Nettuno ha cominciato una mobilitazione che, in questa prima fase, ha si concretizza con un mail-bombing agli indirizzi e-mail di consiglieri comunali, assessori ad Ambiente e Traffico e ad alcuni dirigenti comunali.
La vicepresidente del Consiglio comunale e la consigliera Cathy La Torre hanno già dato la disponibilità ad occuparsi della vicenda, interrogando la giunta.

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