Si sono dati appuntamento sotto la sede di Confindustria a Bologna per indicare che uno dei principali problemi viene da lì e dall’offensiva che gli industriali hanno lanciato fin dalla fase acuta della pandemia.
La controffensiva, invece, si manifesterà in piazza sabato prossimo, 20 giugno, alle 16.00 quando partirà il corteo “Per un nuovo futuro. Vogliamo salute, soldi e diritti“. L’iniziativa parte dai principali sindacati di base, che si ritrovano insieme a diverse vertenze regionali per tentare di fare massa critica e chiedere che la crisi economica scaturita dall’emergenza sanitaria venga gestita diversamente.

Corteo regionale, le rivendicazioni

A scendere in piazza sabato saranno tutte le sigle che in questi anni hanno animato le lotte sociali e lavorative a Bologna e in Emilia Romagna. Dai sindacati di base Adl Cobas, Sgb, Si Cobas e Cobas Bologna, a collettivi e centri sociali come Laboratorio Crash, Tpo, Làbas, Rent strike Bologna, Campagna Reddito di quarantena,
Unione Inquilini, Associazione Bianca Guidetti Serra, Collettivo Salute per Tutte/i, Laboratorio AQ16, Città Migrante, Casa Bettola, Social Log, Cua, Casa Madiba Network, Vag61, Riders Union Bologna, Forum per il diritto alla salute, Fronte della Gioventù Comunista, Colonna Solidale Autogestita e Rete Bolognese Iniziativa Anticarceraria.

“Abbiamo visto come decenni di tagli alla sanità dei governi di destra e di sinistra abbiano minato le basi per la possibilità della salute pubblica – scrivono gli organizzatori – Abbiamo visto come il padronato non abbia nessuna esitazione nello scegliere il profitto a discapito della salute di chi lavora. Abbiamo visto quanto sia centrale il lavoro riproduttivo e quanto molti lavori ‘essenziali’ siano garantiti con salari miseri, precarietà, assenza di diritti e tutele. Abbiamo visto la centralità del lavoro produttivo, costretto al ricatto lavoro/salute e la brutalità dello sfruttamento del lavoro migrante. Abbiamo visto aumentare le disuguaglianze sociali, i ricchi arricchirsi, i ceti medi e le classi popolari in caduta libera verso la povertà assoluta. Abbiamo visto grandi multinazionali come Amazon o FCA accumulare profitti volando rapaci sui nostri territori con la prepotenza dei predatori. Abbiamo visto i politici capaci solo di proclami mentre stiamo andando verso una nuova grande crisi globale – quella finanziaria del 2008, in confronto, era solo una piccola cosa rispetto a quanto potrebbe ora accadere”.

Di qui, l’esigenza di far convergere le lotte sindacali da un lato e sociali dall’altro, per andare nella direzione di “costruire una nuova forza collettiva, eterogenea, estesa e che sia in grado di essere all’altezza del momento storico che stiamo vivendo”. E che sia capace di far pagare la crisi a Confindustria, come spiegano gli organizzatori.

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