La neonata associazione “Bibliobologna” cerca volontari per Sala Borsa. In rete esplode la protesta promossa da Bartleby “No al lavoro gratuito”. L’assessore Ronchi: “Non possiamo assumere personale”.

In tempi di spending review, di taglio ai trasferimenti e di blocco delle assunzioni, la cultura diventa un settore fortemente penalizzato.
Ne sa qualcosa Sala Borsa, la biblioteca di piazza Nettuno, che contava di affidarsi al lavoro dei volontari per mantenere i servizi offerti. Allo scopo è nata l’associazione “Bibliobologna“, che ha diffuso un annuncio per la ricerca di volontari da inserire nelle biblioteche cittadine.

Un annuncio che non è andato giù a Bartleby, che ha scatenato la protesta in rete. “Lavoro gratis in Sala Borsa? No grazie!” è lo slogan scelto per la protesta. Gli attivisti si scagliano contro l’idea che ci si debba avvalere del volontariato per garantire i servizi culturali, che dovrebbero invece essere considerati alla stregua di tutte le altre professioni. La protesta, dunque, punta il dito anche contro i tagli al settore culturale, punto su cui Bartleby insiste da sempre.

A rispondere al tam tam in rete è l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Alberto Ronchi, che dà una lettura diversa alla vicenda. “Non si tratta di lavoro gratuito – spiega Ronchi – ed è una buona notizia che sia nata un’associazione in supporto delle biblioteche”.
L’assessore stesso, però, è costretto ad ammettere che senza il volontariato sarebbe difficile garantire la qualità dei servizi, dal momento che l’Amministrazione non può assumere personale.

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