Il numero significativo delle produzioni in programma per la stagione 2014-2015 è già di per sé significativo degli obiettivi che si propone la Emilia Romagna Teatro Fondazione: 10 nuovi allestimenti per valorizzare la ricchezza culturale del territori e proporre i suoi teatri come solido riferimento sul panorama europeo.

I progetti di Ert per la prossima stagione guardano al futuro con decisa intraprendenza. Aver incluso l’Arena del Sole al proprio interno ha permesso alla Fondazione di risolvere brillantemente una situazione difficile, compromessa, e allo stesso tempo di trovare le energie per perseguire gli obiettivi di un grande teatro pubblico.

Secondo l’interpretazione di Pietro Valenti, direttore di Ert, il ruolo di un teatro pubblico è proprio quello di aumentare e differenziare l’offerta, con un atteggiamento propositivo che spesso i teatri privati non possono avere. Proprio perché si appoggia su fondi pubblici, Ert Fondazione deve saper assumersi la responsabilità di “rischiare”. Tre sono le linee che hanno guidato il progetto per le produzioni 2014-2015: “Il primo – spiega Valenti – è quello di continuare a sviluppare un teatro di regia; secondo, dobbiamo dare più attenzione alla drammaturgia contemporanea. Su questo puntiamo anche per rinnovare il pubblico e la collaborazione con le altre strutture. Terzo punto è sicuramente la collaborazione con le strutture locali”.

Alcune produzioni sono emblematiche di questi principi. Il nuovo allestimento con la regia di Nanni Garella de “La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat” vedrà la collaborazione del gruppo di pazienti psichiatrici di arte e salute con un’attrice del calibro di Laura Marinoni. E se questo è l’esempio più calzante della validità del panorama artistico contemporaneo, non manca una proposta assolutamente “azzardata” come “Ti regalo la mia morte, Veronika”, drammaturgia di Federico Bellini e regia di Antonio Latella, che vuole riproporre la poetica di Fassbinder.

Frutto di una stretta e fruttuosa collaborazione col Teatro Comunale sarà “La Traviata, ovvero La Signora delle Camelie” di Nanni Garella, contaminazione tra opera e prosa che porterà in scena attori e cantanti, in una commistione tra recitato e melodramma decisamente inedita.

L’orizzonte europeo di tutto il progetto è testimoniato dalle numerose coproduzioni internazionali. L’Arena del Sole, insieme ai teatri Storchi e Passioni di Modena e al Bonci di Cesena, dimostra di poter diventare un punto di riferimento sul panorama nazionale. Nonostante questo però il direttore Valenti frena sull’opportunità di diventare Teatro Nazionale: questo vorrebbe infatti dire fagocitare altre realtà locali con un impoverimento del panorama complessivo lesivo infine per la stessa Fondazione, e inoltre conclude: “Qui c’è un problema di risorse che sono quelle che sono. Per fare un Teatro Nazionale ci sono due problemi: uno è quello economico e uno è quello dell’occupazione. La necessità che abbiamo è di vendere le nostre produzioni il più possibile, e questo decreto non lo permette ai Teatri Nazionali. Noi abbiamo nel nostro bilancio un entrata da vendita di spettacoli che supera i 2 milioni e mezzo di euro”.

Pietro Gallina

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