Il sindaco Virginio Merola fa un rimpasto di giunta prima delle elezioni, scaricando gli assessori Malagoli e Gambarelli. Al loro posto i dem Lombardo e Aitini. L’ex assessore Alberto Ronchi, defenestrato nel mandato precedente per la questione Atlantide, commenta duramente la decisione del primo cittadino: “Serve a risolvere i problemi economici del Pd, che ormai pensa solo ai propri problemi interni”. E sugli assessori scaricati: “Lo sapevano, ma non hanno voluto vedere la realtà”.

Il rimpasto di giunta? “Un modo per risolvere i problemi economici del Pd e spostare uno stipendio sull’Amministrazione pubblica”.
È duro il commento dell’ex assessore Alberto Ronchi sul rimpasto operato dal sindaco Virginio Merola a poche settimane dalle elezioni politiche.
Ronchi, nel precedente mandato di Merola, subì la stessa sorte che oggi tocca a Bruna Gambarelli e Riccardo Malagoli, rispettivamente assessora alla Cultura e assessore alla Sicurezza, entrambi indipendenti. Al loro posto arriveranno Alberto Aitini e Marco Lombardo, due uomini di partito.

“È chiaro che la candidatura di Casini a Bologna ha creato, scusate il gioco di parole, qualche casino”, continua Ronchi, secondo cui ormai il Pd non pensa più al bene collettivo, ma solo ai propri equilibri interni.
Merola aveva cominciato il suo mandato con più assessori indipendenti rispetto a quelli iscritti al partito – sottolinea l’ex assessore – Ora ne è rimasto solo uno e viene meno l’indipendenza del sindaco e della giunta, così come vorrebbe la legge”.
Ronchi precisa che l’operazione non è illegittima e che il suo è un giudizio politico, ma non per questo risparmia le critiche al partito di maggioranza che considera “frutto di un equivoco” e “conservatore”.

Ronchi, nel precedente mandato, fu cacciato per la questione Atlantide, il centro sociale di Porta Santo Stefano, con cui il titolare della Cultura stava trattando per una sede alternativa. Il centro sociale fu poi sgomberato su ordine del sindaco.
Ai colleghi che ora vengono cacciati, però, Ronchi non risparmia critiche: “Gambarelli era vicina a me, sapeva quello che mi era successo, ma ha voluto comunque toccare con mano. Anche Malagoli sapeva che Merola è spregiudicato e inaffidabile, che cambia idea dalla sera alla mattina. Gli ha retto il bastone finché non è stato cacciato. Ma del resto è quello che è successo anche con Andrea Colombo, ex assessore arrivato addirittura secondo tra gli eletti del Pd”.

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A fine mattinata arriva anche la dichiarazione del sindaco, che congeda e ringrazia gli assessori per il lavoro svolto: “Il governo della città, di ogni città, è fatto di scelte. Voglio ringraziare Bruna Gambarelli e Riccardo Malagoli. Ho letto le dichiarazioni di Riccardo Malagoli, al quale mi legano anni di lavoro e di amicizia: comprendo il suo stato d’animo, ma sono dispiaciuto che abbia fatto riferimento proprio alla nostra amicizia. Malagoli ha lavorato bene per la nostra città, e con me personalmente, perché è capace e leale. Non perché è mio amico. Ringrazio Bruna Gambarelli per la qualità del lavoro svolto in questi mesi e per i risultati che raggiungeremo anche grazie alla programmazione da lei predisposta”.

“Sono state scelte per me impegnative, anche dal punto di vista personale, come sa bene chi mi conosce – continua Merola – Ma sono scelte che, come sempre, assumo in autentica autonomia, ovvero con senso di responsabilità e con la convinzione che sono utili per la stabilità, l’unità e l’efficacia dell’azione di governo nell’interesse generale della città. Auguro perciò buon lavoro ai nuovi assessori, Alberto Aitini e Marco Lombardo, che hanno la mia piena fiducia e che apporteranno al lavoro di Giunta nuove energie e capacità. Voglio ringraziare infine l’assessore Giuliano Barigazzi per avere accettato anche l’incarico di coordinatore politico della Giunta, per sovrintendere assieme a me al lavoro di squadra e dei singoli assessori”.