Il lockdown di mezza Europa complica la vita agli italiani all’estero, che per rientrare in patria, ad esempio perché hanno perso il lavoro, possono arrivare a spendere anche 700 euro. Il problema ci viene segnalato da un’ascoltatrice, Alice Fatone, che attualmente risiede a Valencia, in Spagna, e che dopo varie vicissitudini e scambi con il Consolato italiano ha calcolato la spesa per un rientro a Bologna.

Dalla Spagna all’Italia un volo costa 300 euro

L’emigrazione italiana in Spagna, come si sa, è stata ingente negli ultimi anni e molti italiani che attualmente vivono e lavorano là dall’inizio della pandemia hanno pensato di tornare ed hanno tornato un modo regolare per farlo. Alcuni sono costretti a farlo perché il lockdown ha portato alla perdita del posto di lavoro, altri vogliono poter contare sul servizio sanitario italiano, altri ancora vogliono semplicemente voler essere vicini alla propria famiglia in caso di bisogno.
“Attorno al 18-19 marzo la Farnesina aveva messo a disposizione per il rientro due voli da Madrid a Roma e uno da Malaga a Roma”, racconta Alice. Madrid, però, è l’epicentro dell’epidemia in Spagna e ciò ha destato molta preoccupazione. In più, non sempre la capitale spagnola è facilmente raggiungibile e men che meno Malaga.

Domenica scorsa l’ascoltatrice è stata informata che un altro volo sarebbe partito da Valencia. Già lunedì, però, i posti disponibili sul volo erano già esauriti. “Ho scritto al Consolato – racconta Alice – per segnalare la cosa e il giorno dopo mi è stato risposto che sarà messo a disposizione un altro volo per domenica prossima alle 16. La partenza sarà da Valencia, l’aereo farà tappa a Roma e arriverà infine a Milano Malpensa”.
Quando però l’ascoltatrice è andata sul sito della compagnia aerea ha trovato l’amara sorpresa: il prezzo unico per il biglietto ammontava a 300 euro. Consultato nuovamente il Consolato, la risposta è stata che il prezzo lo ha deciso la compagnia aerea.

Gli spostamenti e la quarantena obbligatoria: almeno altri 400 euro

La spesa per il rientro a casa, però, non è finita. Qualora i nostri connazionali non vivano nella città dell’aeroporto, ci sono ulteriori spese per il viaggio fino alla propria città. Effettuare questo tragitto non è possibile col trasporto pubblico, per via delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Le uniche possibilità sono attraverso un trasporto privato, come un taxi, un’auto blu o un’auto a noleggio.

Chiunque rientri in patria, inoltre, firma un documento in cui dichiara di non essere contagiato e si deve obbligatoriamente sottoporre ad una quarantena. “Non potendo rientrare dalla mia famiglia, perché non è il luogo adatto per trascorrere la quarantena per i potenziali rischi sanitari – continua Alice – ho consultato i prezzi per l’affitto di un monolocale per quindici giorni e quello più economico costa 300 euro”.

La connazionale ha segnalato il problema al Consolato, sottolineando che una spesa del genere, specialmente per chi ha perso il lavoro, rappresenta un problema. “Non si tratta del mio caso – osserva Alice – però sono in molti gli italiani in Spagna che non hanno più un’occupazione”.
La risposta è stata che le questioni sollevate non sono di competenza del Consolato.

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