Non si ferma la mobilitazione dei rider di Food Pony che rischiano il posto di lavoro per il cambio di appalto voluto da Just Eat. Ieri sera è scattato un nuovo sciopero, accompagnato da momenti di protesta pubblica in strada e oggi ci sarà un nuovo appuntamento. “Protesteremo finché Just Eat non deciderà almeno il reintegro di tutte le persone alle attuali condizioni”, spiega ai nostri microfoni Lorenzo di Social Log, la realtà che sta seguendo da vicino il caso.

Tutto è cominciato lunedì scorso, 14 ottobre, quando Food Pony, l’azienda che lavora in appalto per Just Eat, ha scritto ai propri fattorini per comunicare loro che dal 23 ottobre cesserà il servizio per un cambio di appalto e che, di conseguenza, i riders assunti con contratti co.co.co. avrebbero perso il lavoro.
Le persone che rischiano concretamente il posto sono almeno 40. Questi, almeno, sono quelli che lavorano stabilmente per Food Pony, mentre un’altra ventina lavora occasionalmente.

“Per un gruppo di studenti iraniani il problema è ancora più grave – spiega Lorenzo – perché rischiano di perdere il permesso di soggiorno, concesso loro proprio in virtù del contratto di lavoro”.
Data la natura precaria dell’inquadramento lavorativo, inoltre, nessuno avrà diritto a clausole di salvaguardia, che solitamente scattano quando c’è un cambio di appalto.
“Il massimo che ha offerto Just Eat è di riassumere i fattorini, ma con un inquadramento peggiorativo, quello di prestazione occasionale. Questo prevede meno tutele per la copertura assicurativa e per il salario, visto che si parla di cottimo, e i riders hanno rifiutato”.
Quello si vuole ottenere con le mobilitazioni, dunque, è un reintegro dei riders con almeno le condizioni precedenti.

La proposta di Just Eat è interessante se letta alla luce di ciò che si sta muovendo sul fronte legislativo. Come scrive Riders Union Bologna sulla sua pagina Facebook, infatti, proprio oggi verrà votato l’emendamento della maggioranza al decreto sui riders. Quello che il sindacato autorganizzato dei fattorini lamenta è proprio l’introduzione di un sistema in cui coesistono due regimi di tutela differenti per lavoratori “continuativi” (che avranno tutti i diritti dei subordinati) e “occasionali” (che avranno un set di tutele minime).
Reintegrare i riders di Food Pony con un contratto “continuativo”, dunque, vorrebbe dire riconoscere loro tutti i diritti del lavoro subordinato.

ASCOLTA L’INTERVISTA A LORENZO DI SOCIAL LOG:

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