Cinema, letteratura, teatro, ma anche musica. Tra le forme di resistenza al coronavirus non poteva mancare quella dei musicisti, che sono tra le prime categorie ad aver subito gli effetti delle restrizioni di ordinanze e decreti. Migliaia di concerti saltati in tutta Italia e anche un problema serio per tutte quelle professionalità, inclusi i fonici, che si sono ritrovati improvvisamente senza reddito.
Tra le tante realtà musicali che si sono organizzate in modo alternativo, vi raccontiamo dell’esperienza di “La musica non si ferma”, un portale che offre concerti in streaming e tanto altro

Resistenza musicale: la musica underground ha un pubblico virtuale

Tutto nasce dall’idea di El Rojo, una stoner rock band calabrese che si è vista, come tante altre, annullare concerti e tour. Per ovviare, si è attrezzata su internet su tutte le principali piattaforme: Facebook, Twitter e Instagram. È stato realizzato anche un sito, che è il punto di raccordo di tutte le attività.
L’iniziativa e ha due obiettivi: da un lato proporre concerti in livestreaming a quante e quanti avrebbero voluto assistere dal vivo alle esibizioni, ma per forza di cose non possono, dall’altro promuovere la musica underground, le band emergenti e i generi musicali che già in condizioni normali trovano poco spazio in Italia.

“Abbiamo contattato gli amici, poi gli amici di amici – spiega ai nostri microfoni Evo Borruso, uno dei musicisti che ha creato il progetto – E abbiamo costruito una programmazione di concerti in streaming con l’intento di condividere anche il pubblico virtuale e veicolare la nostra musica”.
La programmazione, però, ha dovuto subire dei ritocchi perché i decreti e le disposizioni del governo si sono fatti via via più stringenti, fino ad impedire gli assembramenti di quattro o cinque persone, i componenti di una band.
“All’inizio siamo rimasti un po’ piccati, perché purtroppo in Italia il musicista non è considerato un lavoro – continua Evo – Poi ci siamo attrezzati contattando singoli musicisti, maestri di musica e fonici”: un perfetto esempio di resilienza e spirito di adattamento.

I forti limiti si sono trasformati così in un’opportunità formativa e di condivisione delle competenze. Sul sito sono apparse istruzioni e video tutorial su come registrare un’esibizione di qualità semi-professionale e, in buona sostanza, la musica non si è fermata.
“La musica non si ferma”, dunque, è diventata una comunità di musicisti e spettatori che si è formata in un momento di emergenza, ma che può tornare utile anche quando questa emergenza sarà finita.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD EVO BORRUSO: