Una sorta di pronto soccorso telefonico, sia medico che psicologico, per avere informazioni, chiarimenti e risposte che non sempre i canali istituzionali riescono a fornire. È il servizio che il Laboratorio di Salute Popolare di Làbas e Mediterranea Saving Humans ha attivato per dare il proprio contributo in questa situazione di emergenza e di isolamento.

Resistenza sanitaria: il pronto soccorso telefonico

A presentare ai nostri microfoni il servizio è Stefano Caselli, che è il coordinatore sanitario di Mediterranea. Tutto nasce dall’esperienza del Laboratorio di Salute Popolare che ha sede in vicolo Bolognetti a Bologna. In collaborazione con Approdi, realtà che opera nel settore dell’accoglienza e del supporto psicologico, e mutuando l’iniziativa da altre realtà che stanno mettendo in piedi servizi analoghi, il Pronto Soccorso medico-psicologico per l’emergenza coronavirus è attivo 7 giorni su 7 dalle 10.30 alle 19.30 e risponde ai numeri: 351-1226865 per informazioni mediche e 392-8959198 o 338-3245092 per supporto psicologico.

“Il servizio è rivolto a chi in questo momento è privo di reti sociali, come gli anziani a casa da soli – spiega Caselli – ma abbiamo pensato anche ai migranti che sono disorientati e non riescono a capire bene quanto sta succedendo”.
Tra i contatti già ricevuti dal servizio, molti sono operatori dell’accoglienza che, pur essendo riusciti a prendere la linea ai numeri verdi predisposti dalle autorità, non hanno trovato risposte soddisfacenti ad alcuni quesiti, ad esempio come comportarsi in caso di un sospetto caso positivo al coronavirus all’interno di un centro di accoglienza straordinaria (Cas).

Allo stesso modo, sottolinea il coordinatore sanitario di Mediterranea, molti lavoratori stranieri sono confusi dalle informazioni ambigue che arrivano dalle autorità.
“Basti pensare che nelle ultime linee guida del Ministero – sottolinea l’attivista – 19 punti riguardano il perché bisogna stare chiusi in casa e uno dice che bisogna andare a lavorare”.
Quello che il servizio cerca di fare, quindi, è dare anche risposta alle situazioni grigie che non trovano risposta a livello istituzionale.

ASCOLTA L’INTERVISTA A STEFANO CASELLI: