Un gruppo Telegram dove postare audio di storie lette ad alta voce e raccontare la propria situazione ai tempi del coronavirus, in modo da non affrontare in solitudine la paura.
Si tratta dell’idea che è venuta a Chiara, content creator e giornalista freelance che lavora soprattutto con associazioni culturali e piccole aziende, che per questo viene colpita dalle conseguenze delle disposizioni di contrasto al coronavirus, insieme agli amici Alessandra e Salvatore.

Resistenza con lo smartphone: Storie al Telefono

“Questo è un momento complicato e il fatto di non poter affrontare la paura collettivamente lo rende ancora più difficile – si legge nella presentazione dell’iniziativa ‘Storie al Telefono’, che prende il nome in prestito da Gianni Rodari – Ma è necessario non lasciarsi abbattere e rispettare le regole della quarantena, soprattutto per non mettere in pericolo le persone più deboli e non gravare su chi fa del proprio meglio per prendersi cura di tutte e tutti negli ospedali di tutto il Paese”.

Di qui l’intuizione: “Da sempre gli esseri umani hanno affrontato la paura inventando e raccontando storie: stingendosi attorno al fuoco di un camino o di un falò sulla spiaggia, sedute davanti a un caffè o una birra, rimboccando le coperte ai propri figli, per tranquillizzare sorelle e cuginetti, per divertire amici e amiche, per conquistare qualcuno”.

Pratiche che, nella vita frenetica del 2020, sono cadute quasi in disuso, ma che in un momento come quello che stiamo vivendo si potrebbero recuperare: “E se in questi tempi difficili usassimo la tecnologia per sentirci vicini/e, uniti/e e coraggiosi/e? Il mondo è pieno di storie raccontate meravigliosamente da autrici e autori di ogni angolo del pianeta… e di solito abbiamo così poco tempo per leggere. Leggiamo insieme per affrontare questo momento”.

L’idea è piaciuta e presto il gruppo Telegram si è riempito di storie raccontate da persone chiuse in casa. Gli ideatori hanno subito coinvolto anche altre realtà e persone, come Antonia Caruso di Edizioni Minoritarie, una piccola casa editrice indipendente di Bologna, e Emanuele Pilia di D Editore, una casa editrice romana.

Come funziona “Storie al Telefono”

Per partecipare all’iniziativa è sufficiente scaricarsi l’app gratuita di messaggistica Telegram e iscriversi al canale “Storie al Telefono”.
Qui si possono ascoltare gli audio già postati dalle altre persone che hanno partecipato, ma anche mandare un proprio contributo.
Condividiamo storie lette ad alta voce e registrate da tante persone sparse per l’Italia che lavorano nell’ambito della cultura – spiega Chiara – Precarie e precari che in questo momento, a causa della sospensione di tutte le attività del settore culturale, sono senza lavoro e senza reddito”.

L’obiettivo è anche quello di accendere i riflettori sull’importanza del lavoro di quelle persone per la collettività e, contemporaneamente, aiutare in questo momento tutte le persone a trascorrere serenamente il tempo che è necessario passare in casa.
Per mandare la registrazione della propria lettura si può scrivere su Telegram a @vocistoriealtelefono. Per ascoltare solamente, invece, basta iscriversi al canale Telegram @storiealtelefono.
Radio Città Fujiko trasmetterà quotidianamente le storie che verranno postate nel canale.

ASCOLTA LA PRESENTAZIONE DI CHIARA: