Le disposizioni delle autorità sanitarie e amministrative per contrastare la diffusione del Covid-19 creano isolamento. Non solo per coloro che risultano positivi al tampone, ma anche per tutti coloro che vivono nelle zone rosse. Vi è poi un’altra forma di isolamento: quello dell’incertezza e dell’insicurezza che assale tutte e tutti noi quando non sappiamo che ne sarà del nostro futuro.
Nelle lunghe giornate a casa, magari col rischio o la certezza di perdere il lavoro e trovarci in difficoltà economiche, però, possiamo sentirci meno sole e soli perché OpenDdb ha lanciato lo “streaming di comunità”.

Resistenza culturale: lo streaming di comunità

La piattaforma di distribuzione dal basso OpenDdb ha deciso in questo momento difficile e complicato di mettere a disposizione per tutte e tutti uno “streaming di comunità”. Si tratta di una lunga programmazione di video, film e documentari “per ribadire il valore che diamo alla cultura dal basso e alla sua diffusione. Senza dover pagare per forza”, si legge sui canali social della piattaforma. “Siamo in difficoltà economica noi, ma lo sono anche tutti gli altri – sottolineano gli animatori del progetto – Questo è il momento di fare comunità”.

In particolare sono 12 le opere messe a disposizione di chi vorrà guardarle, soprattutto documentari. Dal pluripremiato “The Harvest” di Andrea Paco Mariani a “Binxet – Sotto il confine” di Luigi D’Alife, che ha appena presentato il suo ultimo lavoro, “The Milky Way”. Passando per titoli più o meno recenti come “Io sono femminista”, “Genuino Clandestino”, “Vite al Centro”, “Tomorrow’s Land”, “Il massacro di Cizre”, “Una montagna di balle”, “Kosovo vs Kosovo”, “Green Lies”, “Quale petrolio?” e “Storie popolarissime”.

“Siamo consapevoli di essere da 7 anni una piattaforma online e on demand – spiega ai nostri microfoni Mariani – L’idea però di dire ‘visto che siete a casa comprate i nostri film non ci piaceva per nulla. Il punto di equilibrio è stato quello di creare un nastrone di film che va in onda gratuitamente 24 ore al giorno e poi chi vuole, può fare una donazione”.
Il contributo economico, dunque, non è necessario, ma ovviamente il cinema indipendente è letteralmente in ginocchio, specialmente una una realtà come OpenDdb, che negli anni ha creato una modalità di produzione e distribuzione di qualità e soprattutto basata sulle relazioni dal basso di una vera e propria comunità che si è costruita attorno al progetto. Un modo diverso di fare cultura che ora, di fronte all’emergenza, rischia di essere uno dei più colpiti.

Lo streaming è cominciato lo scorso 7 marzo. Inizialmente il termine era fissato per questa sera, 9 marzo, ma in realtà proseguirà perché OpenDdb ha lanciato una call alle autrici e agli autori indipendenti. “Vuoi partecipare al nostro streaming di comunità? – si legge sempre sulle pagine social della piattaforma – Ti chiediamo di inviarci il tuo film, documentario o progetto”.
“Ci hanno risposto in tante e tanti – conclude Mariani – Per cui andremo avanti fin quando lo riterremo opportuno con 8-10 titoli ogni 3-4 giorni”.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANDREA PACO MARIANI: