L’11 dicembre 1944 il New York Times pubblicò un articolo intitolato “The Forgotten Front”. Il riferimento era al fronte italiano nella guerra contro il nazifascismo. Gli Alleati, sbarcati in Sicilia, si erano fermati lungo Linea Gotica, lungo l’Appennino Tosco-Emliano, e il comando britannico e quello americano si trovavano in dissenso su come procedere. I britannici pensavano che fosse possibile risalire fino alla Germania, gli americani no. Prevalsero questi ultimi, al punto che il fronte italiano fu dimenticato fino all’aprile del 1945.

Il titolo pubblicato dal quotidiano statunitense viene mutuato anche dal documentario di Paolo Soglia e Lorenzo K Stanzani, che racconta la Resistenza nella città di Bologna. Il film debutterà domani, 21 aprile, anniversario della Liberazione della nostra città e sarà visibile sulla piattaforma MyMovies fino al 25 aprile.
“Avremmo voluto presentarlo in una sala cinematografica, in particolare al Lumière – osserva ai nostri microfoni uno degli autori, Paolo Soglia – ma per ovvie ragioni non è stato possibile e il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli, ci ha proposto l’accordo con MyMovies”.

Resistenza a Bologna: i contenuti del documentario

“The Forgotten Front” si colloca all’interno di una vasta produzione sulla Resistenza durante la Seconda Guerra mondiale, ma cerca di farlo in modo nuovo.
Innanzitutto la pellicola contiene tanto materiale inedito, proveniente sia da collezioni private sia da archivi che non hanno mai divulgato il materiale al grande pubblico. “Abbiamo fatto un grande lavoro di ricerca – racconta Soglia – che è nato anche dall’opportunità che ci ha dato Edo Ansaloni, che in giovane età documentò anche in modo rischioso i bombardamenti della città, le fughe verso i rifugi, ma anche la Liberazione di Bologna, l’unica vittima di quel 21 aprile, il vicequestore fascista Cavallero, e c’è anche tutto il processo al criminale fascista Renato Tartarotti”.

Sempre sul fronte documentale, il film contiene anche immagini di piazza Maggiore che si riempie nel giorno della Liberazione, donate dalla famiglia Neri, ed altre testimonianze provenienti da album privati.
“Non è il racconto agiografico della Resistenza – mette in guardia però Soglia – Noi siamo partiti dal presupposto che a 75 anni di distanza non c’è bisogno di agiografia, ma c’è bisogno di un racconto storico rigoroso dei fatti”. Per questo, nel documentario, trovano spazio gli interventi di quattro storici: Luca Alessandrini, Luca Baldissara, David W. Elwood e Toni Rovatti.

Le testimonianze dei protagonisti, i partigiani e le partigiane dell’epoca, non viene però del tutto trascurata, ma riportata in una chiave nuova. “Abbiamo fatto leggere quelle testimonianze, provenienti dall’enciclopedia di Luigi Arbizzani e Luciano Bergonzini redatta nel dopoguerra, a dei giovani speaker, perché la resistenza è stata fatta soprattutto da giovani e giovanissimi”, osserva l’autore.

Il racconto del documentario, dunque, procede con il rigore storico supportato dai documenti e racconta uno dei contesti più difficili da raccontare, la Resistenza in città che, per necessità di riservatezza, ha poche fonti documentali.
A completare il lavoro c’è la colonna sonora originale, scritta dal giovane compositore Marco Pedrazzi ed eseguite dall’orchestra del Teatro Comunale di Bologna, registrate in presa diretta.

La visione online

Da domani, 21 aprile, fino a sabato 25 aprile, “The Forgotten Front” sarà visibile sulla piattaforma MyMovies. Dalla piattaforma stessa o dalla pagina dedicata sul sito della Cineteca è possibile acquistare un biglietto al prezzo di 3 euro, pagato il quale si riceverà un codice che avrà la durata di 24 ore, nel corso delle quali è possibile vedere il film.
“Ci dispiace se le persone più anziane potranno avere qualche problema nella visione online del documentario – osserva Soglia – ma questa è l’unica possibilità che avevamo in questo momento, nella speranza di avere future occasioni dal vivo”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A PAOLO SOGLIA: