L’associazione di Mutuo Soccorso per la libertà di espressione, l’associazione Bianca Guidetti Serra, Vag61, Circolo Anarchico Berneri, Xm24 e altre singole e singoli, riuniti nella Rete “Stop Decreti Sicurezza”, lanciano un’assemblea pubblica cittadina che si terrà questa sera, 19 febbraio, alle 20.30 al Centro Sociale della Pace, in via del Pratello 53.
L’idea è quella di lanciare una campagna per “la libertà di manifestazione, di espressione, di esistenza, di associazione e di lotta per miglioramenti economici e sociali” che sempre più è messa in discussione dai decreti sicurezza.

Repressione: una campagna contro i decreti sicurezza

Prima di ufficializzare la campagna, le realtà organizzatrici hanno sentito l’esigenza di passare attraverso un’assemblea cittadina, aperta in particolare alle realtà che si occupano di lotte sociali e, in generale, a tutta la popolazione interessata. È proprio questo il nocciolo della questione che, come recita lo slogan “L’inquieto decreto coinvolge anche te”, sottolinea come ogni persona possa trovarsi almeno una volta nella vita ad essere migrante, manifestante, scioperante o occupante.

I controversi decreti Salvini, che saranno il principale argomento della discussione e della battaglia, sono solamente gli ultimi di una lunghissima serie (che passa dalla legge Minniti e va a ritroso a quella firmata da Roberto Maroni) di leggi che limitano ed ostacola importanti diritti costituzionali, come la libertà di iniziativa, espressione, associazione e manifestazione.
“È tutto l’impianto politico, giuridico e militare che vogliamo mettere in discussione”, dice Walter, uno dei promotori, ai nostri microfoni.

Tra le norme contestate c’è, ad esempio, il decreto Salvini bis, che ha reintrodotto il reato di blocco stradale (che era stato depenalizzato nel 1999), sanzionato, se il fatto è commesso da più persone, con la pena della reclusione da 2 a 12 anni. E l’applicazione non è tardata ad arrivare. Alla fine dell’anno scorso, a Prato, a 21 operai che protestavano perché non ricevevano lo stipendio da sette mesi furono comminate multe che andavano dai 1000 ai 4000 euro proprio per blocco stradale.

La sordità della politica istituzionale

I decreti sicurezza hanno sollevato critiche e richieste di abrogazioni da più parti, non solo dal mondo antagonista. Le norme che riguardano i migranti e i richiedenti asilo, ad esempio, dovrebbero essere cancellate, ma l’attuale governo tentenna.
Le istanze dell’opinione pubblica trovano dunque una sostanziale sordità da parte della politica istituzionale. Secondo Walter la sfiducia nelle istituzioni non può portare la popolazione al silenzio e al tacito consenso e complicità, ma anzi deve ribaltare le prospettive, immaginando dal basso soluzioni diverse, che possano guardare al bene di tutte e tutti noi.

White

ASCOLTA L’INTERVISTA A WALTER: