Le jeux son faits. Alle 23.00 hanno chiuso le urne per le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria ed è cominciato lo spoglio dei voti.
Benché elezioni amministrative, molti sostengono che la partita non riguardi solo le amministrazioni delle due regioni, ma il destino stesso del governo nazionale.
Radio Città Fujiko sta seguendo in diretta i risultati, attraverso aggiornamenti in tempo reale, corrispondenze, commenti e servizi.

Regionali: la diretta di Radio Città Fujiko

Nel corso della serata sia gli exit poll che le proiezioni sui seggi campione hanno dato un vantaggio di Stefano Bonaccini su Lucia Borgonzoni. Al punto che a due ore e mezza dalla chiusura dei seggi, il governatore uscente ha tenuto un discorso dal comitato elettorale.

GUARDA IL DISCORSO DI BONACCINI:

Raggiunto dai microfoni de La7, Bonaccini ha commentato lungamente il risultato delle elezioni che ho hanno confermato presidente della Regione Emilia Romagna.

ASCOLTA L’INTERVISTA A STEFANO BONACCINI:

La lista Emilia Romagna Coraggiosa è la terza lista della coalizione di Stefano Bonaccini, dopo il Partito Democratico e la lista del presidente. Ai nostri microfoni la capolista Elly Schlein indica quali dovrebbero essere i temi e la direzione in cui la nuova maggioranza dovrebbe muoversi.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ELLY SCHLEIN:

Tra i commenti raccolti nella maratona elettorale c’è anche quello di Loris Mazzetti, giornalista Rai e storico collaboratore di Enzo Biagi. Sardine, assenza dei leader nazionali, benessere in Emilia Romagna e candidata-fantasma del centrodestra i temi affrontati dal commentatore.

ASCOLTA IL COMMENTO DI LORIS MAZZETTI:

I primi exit poll

Alle 23.00, alla chiusura delle urne, sono stati pubblicati anche i primi exit poll Rai, che riportano questa situazione: Stefano Bonaccini (centrosinistra) 47-51%, Lucia Borgonzoni (centrodestra) 44-48%, Simone Benini (M5S) 2-5%, Marta Collot (Potere al Popolo) 0-1%.

Vista l’alta affluenza e i primi exit poll, il deputato del Pd Andrea De Maria mostra cauto ottimismo.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANDREA DE MARIA:

Alle 23.30 i secondi exit poll Rai che delineano questa situazione: Stefano Bonaccini (centrosinistra) 48-52%, Lucia Borgonzoni (centrodestra) 43-47%, Simone Benini (M5S) 2-5%, Marta Collot (Potere al Popolo) 0-1%. Per Swg le prime proiezioni segnalano: Bonaccini sarebbe tra il 48,6% e il 52,6%, Borgonzoni tra il 40 e il 44%.

IL COMMENTO DI SERSE SOVERINI, DEPUTATO PD:

Tra i primi commenti che abbiamo raccolto, anche quello di Raffaella Sensoli, consigliera uscente del M5S, che non si è ricandidata. Sensoli non ha commentato i risultati, perché i dati reali non sono ancora pervenuti. Però ha ricordato il suo appello per il voto disgiunto.

ASCOLTA L’INTERVISTA A RAFFAELLA SENSOLI:

L’affluenza alle urne

Il primo dato che ha destato attenzione è sicuramente quello dell’affluenza alle urne. Se nel 2014 l’Emilia Romagna aveva registrato l’affluenza più bassa di sempre, pari al 37,7%, già dalla prima rilevazione odierna si è capito che il trend della partecipazione sarebbe stato molto diverso. Alle ore 12.00, infatti, aveva votato il 23,44% degli aventi diritto e lungo tutta la giornata si sono registrate code ai seggi.
Il dato delle 19.00 ha confermato la tendenza: 58,82%, quasi il doppio del turno precedente.

Diversa, invece, l’affluenza per la Calabria. Nella precedente consultazione, a fine giornata, aveva votato il 44% degli aventi diritto. Oggi, alle 12.00, la quota di chi si era già recato alle urne era ferma al 10,49%, comunque in crescita rispetto alla tornata precedente.
Sempre in Calabria, alle 19.00, aveva votato il 35,52% degli aventi diritto, in crescita di un punto rispetto alle regionali precedenti.

Il dato conclusivo, registrato alle ore 23.00, segna un aumento rispetto alla consultazione del 2014. In particolare, in Emilia Romagna hanno votato il 67,7% degli aventi diritto, mentre in Calabria hanno votato il 31,06% degli elettori.

Io sono, Io voto: la protesta per le file di genere

In Emilia Romagna l’alta affluenza ha significato anche lunghe file ai seggi, rigorosamente divise per genere. Una distinzione che ha provocato numerose proteste, in risposta alla campagna Io sono, Io voto lanciata su Facebook da Gruppo Trans. Non è la prima volta che si registrano proteste per la divisione in “uomini” e “donne” delle file elettorali sulla base del genere anagrafico. Come si spiega nell’appello infatti questa divisione rigidamente binaria “obbliga le persone trans* non binarie e di genere fluido ad un outing forzato lesivo della privacy e della dignità della persona”. In risposta alla campagna, molte persone hanno richiesto che venisse messa a verbale la propria contrarietà rispetto alla suddivisione delle file per genere in quanto discriminatoria. Di alternative d’altronde non ne mancherebbero, a partire da una molto semplice suddivisione per ordine alfabetico.