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Sia in Sinistra Ecologia e Libertà che in Rifondazione Comunista c’è chi non condivide le scelte fatte dal gruppo dirigente per le elezioni regionali. Mazza (Sel) contesta la lettera della segreteria regionale: “Temporeggiano e non si assumono responsabilità”. Oggionni (Prc) non gradisce la scelta di non tentare di discutere col Pd, facendo sì che la lista Tsipras si presenti autonomamente.

I malumori in vista delle elezioni regionali anticipate non si registrano solo nel Partito Democratico, in cui sembra in corso una guerra fratricida, ma anche nei soggetti politici che si collocano alla sua sinistra.
Da un lato la segreteria regionale di Sinistra Ecologia e Libertà ha preso tempo per tentare di capire se è possibile una discussione ed un’eventuale nuova alleanza col Pd e, attraverso una lettera aperta, ha spiegato di voler sottoporre la scelta ai propri elettori.
Dall’altro Rifondazione Comunista ha scelto di proseguire l’esperienza della lista Tsipras, inaugurata alle elezioni europee, e di procedere in alternativa ai Democratici.

La scelta di Sel non è piaciuta a Ugo Mazza, iscritto di peso del partito dal momento che può vantare di essere stato segretario della federazione bolognese del Pci e un’esperienza come consigliere regionale. La critica che Mazza avanza alla propria dirigenza è di metodo: “Con quella letta non si assumono alcuna responsabilità, stanno temporeggiando rischiando di perdere il treno”. Per l’ex consigliere, invece, il gruppo dirigente avrebbe dovuto battere una strada e, successivamente, svolgere un referendum interno.
Anche su chi consultare Mazza ha delle perplessità: “Si dice che si chiederà agli elettori, ma chi sono gli elettori? Secondo me si devono interrogare gli iscritti, altrimenti che senso ha iscriversi ad un partito? Lasciando campo libero, persone di altri partiti potrebbero condizionare le nostre scelte”.

In Rifondazione, invece, l’obiezione è sia di metodo che di merito. “Perché si è deciso a priori che non si deve discutere col Pd e incalzarlo dal punto di vista programmatico? – si chiede Simone Oggionni, portavoce nazionale dei Giovani Comunisti – Ricordo che in passato siamo sempre partiti dai contenuti prima di decidere la collocazione elettorale“.
Un’obiezione, quella dell’esponente della minoranza del partito, che è rivolta direttamente all’ex segretario regionale Nando Mainardi, che lunedì scorso dalle nostre frequenze ha motivato la scelta . “Mainardi ci spieghi su quali basi programmatiche non è praticabile un confronto – prosegue Oggionni – altrimenti ci spieghi perché, se non ci sono le condizioni, non ha rotto prima col centrosinistra di Errani”.
Se la linea nel partito è quella di procedere in autonomia, insieme alle forze della lista Tsipras, sia per i tempi stretti, sia per l’atteggiamento di autosufficienza che pare aver mostrato il Pd fino a questo punto, il portavoce dei Gd sottolinea che il tentativo andrebbe fatto comunque e che non vorrebbe automaticamente dire allearsi coi Democratici.