Questa volta la Svizzera ha detto No. L’iniziativa popolare (un sorta di referendum propositivo) organizzata dagli ambientalisti integralisti di Ecopop per limitare drasticamente gli ingressi nei cantoni della confederazione elvetica, è stato respinta dal 73% dei votanti. Ecopop aveva organizzato il referendum per preservare l'”ecosistema” svizzero.

Il punto di partenza dal quale prendeva le mosse l’iniziativa popolare (una sorta di referendum propositivo) era la conservazione. Gli aderenti a Ecopop, un’associazione ambientalista integralista, ritenevano che i cantoni della confederazione elvetica dovessero proteggere il proprio ecosistema dall’invasione. Per gli ambientalisti, che immaginano una Svizzera ferma a metà tra l’agricoltura e il periodo preindustriale, il pericolo da evitare è la crescita, anche della popolazione, che mette a rischio l’ambiente tra i confini dei cantoni.

Senza farsi mancare deliri passatisti e rigurgiti razzisti molto attuali, Ecopop proponeva un limite dello 0,2% annuo di ingressi di stranieri nel paese sul totale. L’associazione, abbandonata perfino dall’estrema destra, voleva inoltre dirottare una parte degli aiuti ai paesi in via di sviluppo a un programma di controllo delle nascite, nella convinzione che questo potesse avere una ricaduta sui futuri arrivi.

La risposta degli svizzeri è stata secca: il NO ha trionfato al 73%. Per Rocco Bianchi, giornalista del Corriere del Ticino, le ragioni del rigetto della proposta sono da ricercarsi nella formulazione complessa dei quesiti, nella difficile applicazione di un provvedimento del genere e nel fatto che gli svizzeri avessero già votato, meno di un anno fa, una legge che limitava fortemente gli ingressi nella confederazione.

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