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Nella settimana che precede il referendum, Articolo 33 incassa l’appoggio del cantautore Francesco Guccini e della Scuola di Barbiana. Gli eredi di Don Milani: “Bisogna essere di parte, dalla parte della scuola pubblica, comunale e statale”.

“Don Lorenzo sosteneva che bisogna essere di parte. Noi del Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana siamo dalla parte della scuola pubblica comunale e statale, laica, senza secondi fini, e riteniamo che i fondi disponibili vadano interamente investiti in essa.
È in questo modo che la celebre Scuola di Barbiana aderisce all’appello di Articolo 33, promotore del referendum del 26 maggio sui finanziamenti alle materne private.
Un’adesione, quella degli eredi della “scuola dei poveri”, che pesa molto a livello simbolico. Ne sono consapevoli i referendari, che commentano: “Per l’importanza storica che Don Lorenzo Milani e la Scuola di Barbiana hanno avuto per il progresso pedagogico in Italia, gli uomini e le donne del Nuovo Comitato Articolo 33 sono particolarmente felici e commossi di questo sostegno”.

L’esperienza della scuola di Don Milani, nei giorni scorsi, era stata tirata in ballo da alcuni esponenti del comitato del B (quello per il mantenimento dei finanziamenti alle private), tra cui persone molto vicine al sindaco Merola. La Scuola di Barbiana era stata citata come un esempio di scuola privata per giustificare il sistema integrato proposto dal Partito Democratico.
Indiretta, invece, è arrivata la smentita sul significato stesso di quell’esperienza, nata per dare pari opportunità a chi veniva emarginato da una scuola elitaria. Per fugare ogni dubbio, il comunicato di adesione dice chiaramente che il Centro di Formazione e Ricerca Don Milani “esprime piena solidarietà al Comitato promotore del referendum di Bologna del 26 maggio, aderisce all’iniziativa ed esprime senza indecisioni la seguente indicazione di voto: ‘A’ in favore delle scuole comunali e statali. W la Costituzione, W la Scuola Pubblica e Laica”.

Altra adesione a favore dell’opzione A, che a Bologna ha il suo peso, è quella di Francesco Guccini. Il cantautore non potrà essere presente il 24 alla festa conclusiva in piazza Maggiore, ma ha precisato la sua adesione alla battaglia per la scuola pubblica. “Sono qui con il cuore – scrive Guccini – ad accompagnare la vostra campagna. Questa sera sono a Pistoia a discutere di viaggi e incontri ai Dialoghi sull’Uomo e questa coincidenza mi porta a pensare proprio alla scuola – e alla scuola dell’infanzia, pubblica laica e plurale – come uno dei luoghi fondamentali dove l’uomo prende forma e inizia il suo viaggio. Entrare alla scuola pubblica, ove si opera senza discriminazioni e senza indirizzi confessionali, è il primo passo di ogni individuo che voglia imparare l’alterità e la condivisione; è il primo passo di ogni essere umano per diventare uomo, per diventare donna…”.
“Insomma – conclude Guccini – non posso non fare mia la lezione di Piero Calamandrei, quella contenuta nel suo celebre Discorso in difesa della scuola nazionale, e da quelle parole traggo il mio augurio e il mio saluto per tutti voi: “Bisogna, amici, continuare a difendere nelle scuole la Resistenza e la continuità della coscienza morale.”