La ragione dello stop sarebbe formale: firme su fogli mobili invece che in calce. Il Comitato promotore Articolo 33: “È un pretesto e va contro il regolamento”.

I Garanti del Comune di Bologna danno un nuovo stop al referendum, promosso dal Comitato Articolo 33, sui soldi pubblici alle materne private.
Dopo la bocciatura dell’anno scorso, con un voto a maggioranza da parte dei Garanti di Palazzo D’Accursio, la motivazione di quest’anno parrebbe essere formale: il quesito presentato in Comune contiene firme su fogli mobili e non in calce.

Il condizionale è d’obbligo, visto che la comunicazione ufficiale non è ancora arrivata, ma la notizia si è appresa da una dichiarazione della consigliera Pdl Valentina Castaldini.
“Siamo indignati anzitutto per la metodologia di comunicazione – afferma Francesca De Benedetti, portavoce del Comitato Articolo 33 – Il regolamento impone che i promotori siano i primi ad essere avvisati”.

Quanto alla questione della bocciatura, De Benedetti contesta la nuova decisione dei Garanti: “Sempre il regolamento impone che il comitato comunale debba esprimersi sul merito della questione e non sulla forma. È passato un mese da quando abbiamo consegnato il modulo e, nel caso fossero state riscontrate irregolarità di forma, dovevano esserci comunicate prima che i Garanti si esprimessero”.

Il messaggio che arriva da Palazzo D’Accursio, dunque, è tutto politico: “Il Comune non vuole fare esprire i cittadini sul tema dei finanziamenti pubblici alle scuole private”.
Articolo 33 si riunirà questo pomeriggio per decidere il da farsi. Molto probabile una nuova richiesta di referendum: “Nessuno tra noi ha intenzione di arrendersi”, conclude la portavoce.

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