Dopo l’errore del Cineca, che ha sbagliato i test per accedere alla specializzazione medica, nel Miur regna il caos. Prima la ministra Giannini voleva far ripetere la prova, poi ha fatto sapere che i test non saranno annullati e ora fioccano i ricorsi. L’unica certezza è che in molti vogliono le dimissioni della ministra.

Se dovesse affrontare l’esame di verifica delle proprie capacità politico-amministrative, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca verrebbe sicuramente bocciato. Sarebbe infatti impietosa la valutazione per l’errore prima e la gestione della situazione poi di quanto accaduto attorno al test per l’accesso alla specializzazione degli studenti di Medicina.
Tutto ha inizio con un errore del Cineca, il Consorzio interuniversitario che si occupa di questo genere di test, che ha confuso le prove di accesso alla Scuola di specializzazione in Medicina da fornire ai candidati. In particolare sono state invertiti i test per l’Area Medica con quelli per l’Area dei Servizi clinici e viceversa. Un errore che ha coinvolto ben 8.319 delle 12.168 prove.

Un errore già molto grave, ma che non è ancora nulla in confronto alle modalità con cui il Miur, accortosi dell’errore, ha pensato di gestire la situazione.
In un primo momento, infatti, la ministra Stefania Giannini aveva fatto sapere che l’unica soluzione sarebbe stata quella di ripetere gli esami, fissando anche una data: il 7 novembre.
Poi, però, ha cambiato idea. Dopo una riunione con la Commissione nazionale e l’Avvocatura dello Stato, ha deciso di ratificare i test: 28 domande su 30 sono state considerate “comunque valide ai fini della selezione” e le altre due sono state neutralizzate. In base al ricalcolo dei nuovi punteggi saranno quindi stilate le graduatorie per l’accesso alla specializzazione.

La decisione non è stata accolta con favore dagli aspiranti medici, divisi in chi avrebbe preferito la ripetizione degli esami e chi chiede una sanatoria e l’ammissione per tutti i partecipanti. In ogni caso, la parola “fine” non è ancora stata scritta perché al Ministero stanno arrivando decine e decine di ricorsi che potrebbero bloccare tutto. Mercoledì scorso, inoltre, davanti al Ministero specializzandi e studenti provenienti da tutta Italia si sono riuniti per manifestare e chiedere garanzie sul futuro. La richiesta è quella di aumentare i posti disponibili e le relative borse di studio, passando dalle attuali 5mila a 12mila, che di fatto includerebbero quanti hanno sostenuto la prova.

C’è una soluzione che però mette d’accordo tutte le sigle e le realtà di quanti sono stati coinvolti da questo grave errore, ovvero che la ministra Giannini si dimetta. Per ora, ad annunciare le proprie dimissioni, una volta risolto il problema, è stato solo il presidente del Cineca, Emilio Ferrari.

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61