Di quello che è successo a Casalecchio, con l’assegnazione al ribasso del lotto3, quello relativo agli interventi scolastici nel territorio dei comuni dell’Unione Reno Lavino Samoggia, abbiamo già parlato in trasmissione di recente https://www.radiocittafujiko.it/educatori-sottomessi-al-bando/Ci torniamo su perché, a fronte della spiegazione data dalle istituzioni del territorio, c’è stata la risposta, immediata e ferma, dei lavoratori.

Il presidente Bosso e l’assessore al welfare dell’Unione Reno Lavino Samoggia Parmeggiani, si sono molto prodigati nello spiegare alla cittadinanza che questa gara è stata fatta essenzialmente per premiare la qualità del progetto. Peccato che la differenza tra la cooperativa risultata vincente (Aldia) e il consorzio che gestiva da undici anni tali servizi (Scu.Ter), nel punteggio tecnico è stata minima (78,43 contro 75,02), in quello economico ampia (20 contro 11,58). Il ribasso attuato dalla coop Aldia è stato del 5%, quella del consorzio Scu.Ter del 2,01%. Suvvia, cari amministratori, due conti li sappiamo fare anche noi, ccà nisciuno è fesso…

I lavoratori infatti, non l’hanno bevuta. E non ci stanno. E si sono mobilitati. Martedì 28 hanno manifestato, convocati da un’assemblea sindacale USB, nel piazzale antistante il comune di Casalecchio, presenti un centinaio fra operatori e famigliari (abbiamo ospitato in radio l’intervento di una collega e di una madre presenti). Giovedì 30 sono poi intervenuti in consiglio comunale per esporre le loro ragioni. Come sempre sono stati trattati a pesci in faccia, qualcuno li ha accusati nientemeno di conflitto di interessi, in quanto “soci” delle cooperative che hanno perso la gara d’appalto. Soci a meno di mille euro al mese.

E’ il loro sistema, ampiamente collaudato: preservare una soglia minima di decenza ai servizi che offrono alla cittadinanza (votante), ma farlo a scapito dei diritti dei lavoratori. Il tutto in ossequio alla misera logica numerica del risparmio.

Sanno, ma fanno finta di non sapere. Per esempio, che si contano sulle dita di una mano gli educatori che hanno un tempo pieno su un unico servizio, per cui alla fine molti di questi lavoratori si troveranno a lavorare per due cooperative diverse con due cud e un conseguente sensibile aumento delle tassazioni, i chilometri tra un servizio e l’altro non riconosciuti, i buoni pasto non più elargiti (essendo due enti datoriali diversi). Quisquiglie? Non certo per chi campa con meno di mille euro al mese. Sanno, ma fanno finta di non sapere. Per esempio, che la cooperativa Aldia, vincitrice del bando, ha iniziato il reclutamento degli operatori proponendo tempi determinati a part time.

Il consorzio ASCInsieme nacque undici anni fa. Il primo atto con cui si presentò ai lavoratori fu l’intenzione di tagliare un milione di euro sui servizi di prevenzione. Non proprio una nascita benaugurante… Dopo oltre un decennio di esistenza ci riprova, balbettando ancora una volta le motivazioni più improbabili per sostenere l’ennesimo taglio di risorse. ASCInsieme, insieme a chi? Ai lavoratori? Ma mi faccia il piacere!

Articolo precedenteLa terza guerra mondiale scoppierà in Cina?
Articolo successivoCome scegliere un tiristore scr: consigli e suggerimenti