‘Quello che è stato’ è il nuovo romanzo storico, primo di una trilogia dal dopoguerra ai giorni nostri,scritto dallo sceneggiatore e regista Mimmo Rafele, e pubblicato dalla casa editrice indipendente
Fandango Libri. Il libro è disponibile in tutte le librerie da ottobre 2020.Mimmo Rafele nella sua lunga carriera ha sceneggiato in diverse serie Tv, ha scritto diversi romanzi tra cui ‘La forma della paura’ con Einaudi stile libero e nel 2019 ‘Ultimo requiem’ a 4 mani con il figlio Nicola Ravera Rafele.

‘Quello che è stato’: la storia di Lucio e la strage di Portella della Ginestra.

Il libro inizia con una data fondamentale di quello che poi, come dice il titolo, è stato: il 1° maggio 1947.In quella data è realmente accaduto l’evento drammatico che ha visto uno scontro armato al Portella della Ginestra.Ed è proprio lì che Lucio, un ragazzino 15enne, perde il padre e poi la madre, colpiti dal capo di una banda criminale, Salvatore Giuliano, durante la manifestazione delle bandiere rosse.

Successivamente a questa pagina buia della storia italiana, Lucio scapperà e intraprenderà un lungo viaggio, imbarcandosi su una nave diretta a Napoli, con un unico scopo: rivendicare la morte dei genitori. All’arrivo nella città il ragazzo si avvicinerà a dei giri malavitosi, che vogliono far rinascere il fascismo, e successivamente ad altri gruppi di impronta comunista‘L’idea al principio della trilogia’ – asserisce l’autore –‘ è quella di narrare la storia di un’Italia dalla seconda alla terza guerra mondiale, per questo dovrei immaginare anche una situazione futura.

La storia di Lucio che all’inizio del romanzo ha solo 15 anni, poi diventerà grande. Il motore che lo accompagnerà sempre, ma anche la pretesa, è in sé la vendetta, ed è proprio questo che lo spingerà alla ricerca degli assassini, e uno alla volta si vendicherà dei responsabili della morte dei genitori’’. L’intreccio del libro si compone di una parte di realtà, frutto di una vera e propria ricerca storica degli avvenimenti attuata dallo stesso autore, e dall’altra di fantasia. Il fine, secondo Mimmo Rafele ‘è quello di mescolare realtà e finzione mantenendo però l’impronta principale della realtà dei fatti. Infatti, il filo storico-narrativo si mescola ai personaggi, alcuni vissuti realmente, altri inventati dall’autore.

Il romanzo non è solo una testimonianza storica, ma cerca di raccontare anche l’indicibile, ciò che si conosce poco, ciò che forse, è stato nascosto per troppo tempo e ora ha bisogno di venire alla luce.

Virginia Carraro

ASCOLTA L’INTERVISTA A MIMMO RAFELE:

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