Lo spin doctor della Lega, Luca Morisi, è la mente della propaganda infinita ed efficace di Salvini. Ora siede nei palazzi del potere insieme al M5S, ma due anni fa i pentastellati lo attaccavano per un lavoro ottenuto in affidamento diretto dalla Regione Lombardia.

Ormai sono numerosi gli articoli di stampa che si sono interrogati sull’incredibile efficacia propagandistica di Matteo Salvini, costruita con un budget ridotto ed essenzialmente sui social. E ora si sa che il leader della Lega deve la sua fortuna ad un uomo che, se vogliamo fare un parallelismo sempre meno azzardato, rappresenta una sorta di Joseph Goebbels dell’attuale governo.
Luca Morisi, 44 anni, filosofo, è il Ministro della Propaganda salviniana, colui che si destreggia abilmente tra gli algoritmi di Facebook, il “sentiment” dell’elettorato, le fake news o le notizie verosimili agitate al solo scopo di aumentare il risentimento (spesso in chiave razziale) e soprattutto il consenso del suo capo, l’inquilino del Viminale.

Le campagne che pianifica, i contenuti e le argomentazioni che fa utilizzare a Salvini, i video che mette in circolazione o condivide rispondono ad un cinico criterio scientifico, sotto molti punti di vista simile – se non sovrapponibile – ai Principi della Propaganda del ministro nazista. Ad esempio l’individuazione di un nemico esterno (un tempo gli ebrei, oggi i migranti), la ripetizione ossessiva della minaccia che questo rappresenterebbe al fine di aumentare la percezione dell’insicurezza e la paura, l’enfatizzazione dei reati commessi dal presunto nemico senza mai inquadrarli nella statistica dei reati commessi, ed altre pratiche bestiali, sono ciò che sta garantendo a Salvini una crescita esponenziale delle preferenze, almeno secondo i sondaggi.

Le strategie comunicative utilizzate dalla componente pentastellata del governo, affidate a Rocco Casalino, sono diverse, ma sembrano convivere bene all’interno di Palazzo Chigi. Salvo il blando richiamo di Luigi Di Maio a rispettare l’autonomia della magistratura, dopo il feroce attacco riservatole da Salvini in seguito all’indagine per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio, i 5 Stelle non sembrano disturbati dalla spregiudicata propaganda leghista. Anzi, pur di difendere il collega di governo si espongono a magre figure, come la giustificazione data dal ministro del Lavoro del perché Alfano indagato non andava bene e il co-vicepremier indagato invece sì.

Però non è sempre stato così. Quando Lega e M5S non governavano insieme, c’era qualcuno tra i grillini che contestava il Goebbels leghista. È il caso del gruppo consigliare della Regione Lombardia, che il 27 maggio del 2016 pubblicò sul sito ufficiale un articolo che puntava il dito proprio contro Luca Morisi.
Come dare lavoro agli amici di Salvini a spese dei lombardi” è il titolo del contenuto, che è ancora (per il momento) disponibile in rete a questo indirizzo.

Ciò che i consiglieri regionali pentastellati contestavano era l’affidamento “allo spin doctor di Matteo Salvini della realizzazione del nuovo sito internet” della Asst Franciacorta, ovvero l’ex azienda ospedaliera lombarda.
In particolare, i due portavoce regionali 5 Stelle, Stefano Buffagni e Dario Violi, scrivevano: “Si dice che chi trova un amico trova un tesoro, e questa volta il tesoro lo ha trovato la società di Luca Morisi, uomo che guida la comunicazione sui social del leghista Salvini. Il caso vuole che il Direttore Generale dell’ASST Franciacorta in Lombardia, considerato in quota Lega, abbia affidato proprio allo spin doctor di Salvini la realizzazione del nuovo sito internet della struttura sanitaria per una cifra di 35.000€. Nella verde Padania evidentemente i talenti li cercano solo a casa loro, prima in famiglia e poi tra gli amici. Solo per il M5S la meritocrazia è un valore, altro che i chiacchieroni della verde Lega, Salvini in primis”.

La foto utilizzata nell’articolo è un evidente fotomontaggio con cui il M5S attacca frontalmente Morisi e la Lega. L’ironia della sorte vuole che Buffagni sia ora un deputato del M5S. Non solo: è considerato l’uomo-ombra di Luigi Di Maio ed è attualmente sottosegretario agli Affari Regionali nel governo. Chissà quante volte, tra i corridoi dei palazzi del potere o nelle riunioni programmatiche, avrà incontrato il Luca Morisi contro cui puntava il dito appena due anni fa.