Quando ero satanista è il primo album della band toscana Tonno. Un album postemodemenziale per palati fini

Quando ero satanista cantavo una canzone nel parcheggio della Decathlon dietro la stazione e l’estate era arancione, più arancione di te.

Il brano che dà il titolo al primo album dei Tonno comincia così e tutto quanto in questo brani e negli altri sembra una susseguirsi di frasi incastrate senza continuità di senso. Eppure ogni parola ha il suo posto nel mondo preciso all’interno dei testi della band toscana. Sono senz’altro una delle migliori cose ascoltate nell’ultimo periodo.

I 4 ragazzi, Alessio, Gabriele, Simone e Gianluca, si conoscono ad una festa di laurea e al termine della festa decidono di prenotare una sala prove a nome Tonno. Era il 2017 e così ha inizio la loro avventura.

Non prendersi sul serio è la parola d’ordine della band e lo si capisce anche dalla loro bio che recita: i Tonno sono la tribute band degli Zaino: il primo progetto post-musicale italiano fondato fra i banchi dell’università di architettura di Firenze da Alessio, Gabriele, Simone e forse Gianluca. “Simone mi ha introdotto alla scena contemporanea italiana e mi ha insegnato che per farne parte bisogna suonare male e scrivere peggio”.

Nel 2018 i Tonno pubblicano il primo EP omonimo, riscuotendo un forte interesse da parte della stampa specializzata che ne risalta l’unicità e l’immaginario dalla fortissima connotazione personale. Attraverso esibizioni in giro per l’Italia in festival e venue di grande spessore come il Mi Ami FestivalReset Festival di Torino e Largo Venue w/ Pop X, i Tonno sono stati in grado di crearsi una nutrita fanbase entusiasta e realmente legata al progetto.

Se volete ascoltarli sappiate che al momento hanno in programma un concerto il 15 ottobre all’Arci Bellezza di Milano.

Il primo Ep viene notato dalla Woodworm (Zen Circus, Ministri ecc….) che decide di appoggiare il progetto verso la pubblicazione del primo vero album: Quando ero satanista.

Basso potente, accordi punk rock ma senza troppa fretta e testi irresistibili sono la marcia in più dei Tonno la cui musica viene definita Post-emo-demenziale, ma non da loro stessi. Non prendersi sul serio però non è un sinonimo di scarsa qualità, al contrario i Tonno musicalmente sono di altissimo livello.

Ciò che rende ancora più divertente il progetto Tonno è la presenza sui social e le descrizioni che ne vengono fatte.

I Tonno dichiarano di essere una band normale che fa musica normale e ascolta musica normale. “Nella perenne ansia di non capirci più nulla. Perché ogni cosa non è più al posto suo. Il cuore beve camomilla, le ragazze si innaffiano, e Dio ci mangia. È questo il senso dell’emo nel 2020, probabilmente.” Sono stati definiti sempre da Rockit, la versione emo dei Camillas, siamo certi che il grande Zagor (e soci) non si offenderebbe per queste parole e anzi, probabilmente farebbe carte false per fare un pezzo con questi ragazzi.

I disegni che trovate sulla pagina dei Tonno sembrano fatti con Paint, con quel richiamo anni ’90, fatti male apposta ma anche fatti male per scelta. In realtà son fatti con i pennelli brutti di Photoshop. Quel mix di nonsense, presa in giro e completa consapevolezza del non essere consapevoli facendo cose fatte bene per il gusto di farle male.

Non so se è chiaro il concetto, ma è proprio qui il punto cardine dei Tonno, lasciare il dubbio. L’album Quando ero satanista è uscito su tutte le piattaforme il 28 agosto 2020 ed è stato anticipato da 3 singoli: Quando ero satanista, Sovrappensiero e Kame.

L’album contiene 10 tracce: 1. Calendario Muore; 2. Tvtbe; 3. Sovrappensiero; 4. Il resto della nostra vita; 5. Kame; 6. Credevo di averti vista; 7. Venditti; 8. Ragazza Bonsai; 9. Quando ero satanista; 10. La notte mi parla di te

Quando ero satanista è stato prodotto da Andrea Marmorini, registrato e mixato presso il Rooftop Studio di Arezzo da Marco Romanelli mentre Daniele Sinigallia ha curato il master. Il progetto grafico è a cura di Tonno – ovviamente.

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