La proiezione del film “Il testimone” alla casa di quartiere Villa Paradiso di Bologna spacca il centrosinistra a Bologna. Al punto che il sindaco Matteo Lepore in un comunicato di fatto caccia i Verdi dalla maggioranza in seguito ad alcune dichiarazioni del consigliere comunale Davide Celli.
Questa mattina, inoltre, il Capo di Gabinetto Matilde Madrid ha incontrato i gestori di Villa Paradiso, spazio comunale in convenzione, chiedendo loro di cancellare la proiezione.

Lepore caccia i Verdi dalla maggioranza per il film pro-Putin, Celli: «È un pretesto»

«Prendo atto che i Verdi sono fuori dalla coalizione di Centrosinistra in Comune a Bologna e non avrei mai immaginato che per un pugno di voti avrebbero difeso i pro Putin. C’è un limite a tutto». È lapidaria la dichiarazione con la quale il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, di fatto caccia i Verdi dalla maggioranza di centrosinistra che guida il Comune. Una dichiarazione arrivata poco dopo l’intervento in aula, durante la seduta odierna del Consiglio comunale, il cui il consigliere dei Verdi è entrato nel merito della proiezione del film che sta facendo discutere in questi giorni.

«Io sono contro ogni forma di censura, contro il maccartismo – osserva Celli ai nostri microfoni – Ma ho semplicemente detto che andrò a vedere il film perché, occupandomi di comunicazione, sono curioso di capire come funziona la propaganda russa». In altre parole, come lo stesso Celli ha ribadito anche in un post su Facebook, quello che ha espresso non è sostegno alle posizioni putiniane, ma il desiderio di capire meglio come funziona quella che viene considerata propaganda.

Lo stesso Celli, però, ai nostri microfoni sostiene che la questione del film è solo un pretesto, mentre la reazione spropositata con cui Lepore caccia i Verdi dalla maggioranza sarebbe frutto del disaccordo che c’è tra la lista ecologista e la giunta comunale sulla gestione del verde urbano, in particolare sul continuo abbattimento di alberi, «anche quelli protetti dallo stesso regolamento comunale», sostiene Celli.
Pochi giorni fa, in particolare, il consigliere e altri attivisti si sono incatenati nel parco Don Bosco contro il progetto che investe le scuole Besta, al centro di una battaglia con un comitato di cittadini. Progetto che Celli non ha mai nascosto di avversare.

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Il film a Villa Paradiso e l’incontro coi gestori della casa di quartiere

La spaccatura nella maggioranza è solo una delle pieghe che ha assunto la vicenda del film programmato a Villa Paradiso. Venerdì scorso, appena è circolata la notizia, il Comune ha diffuso una nota in cui affermava: «Abbiamo appreso dai social network della proiezione del film di propaganda anti-ucraina “Il Testimone” in programma nei prossimi giorni presso la casa di quartiere Villa Paradiso. Convocheremo a stretto giro il gestore dello spazio in convenzione, è inaccettabile utilizzare una sede istituzionale per attività di propaganda, siamo contrari a questa iniziativa e chiederemo agli organizzatori di ritirarla».

Questa mattina si è tenuto l’incontro tra Matilde Madrid, Capo di Gabinetto del Comune, e i gestori in convenzione della casa di quartiere Villa Paradiso. «Nell’incontro ci è stato chiesto quello che già era scritto nel comunicato», racconta ai nostri microfoni Maurizio Sicuro.
Il gestore afferma che al momento dello scoppio della polemica si trovava all’estero e ha appreso del comunicato del Comune solo da una telefonata di una giornalista che gli chiedeva il commento.

Ai nostri microfoni Sicuro spiega che la proiezione non è stata organizzata direttamente dal centro sociale, ma da esso ospitata come molte altre che già in passato hanno avuto al centro il tema della guerra e narrazioni differenti da quella mainstream.
La locandina pubblicata sui profili social di Villa Paradiso, però, è valsa ai gestori numerose critiche, insulti e anche qualche velata minaccia di utenti ucraini, in maggioranza donne.

«Ho chiesto se il comunicato rappresentasse la posizione espressa dal Consiglio comunale o da chi – continua il gestore – E ci è stato detto, anche in toni sgarbati e arroganti, che è la posizione del Comune e così è».
Sicuro rigetta l’etichetta di filo-Putin, «non siamo mai stati filo qualcuno in tutta la nostra vita, semmai siamo filo-diritti là dove vengono negati», e considera la condotta dell’Amministrazione come un «atteggiamento censorio».
Dopodiché il centro sociale si riserva di comunicare cosa deciderà sulla proiezione in seguito ad un consiglio direttivo che era già in programma.

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