Il 13 maggio 1978 veniva approvata la legge 180, la cosiddetta legge Basaglia che chiudeva – o apriva, a seconda dei punti di vista – i manicomi. In questi giorni a spegnere le candeline, per la precisione 15, è anche Psicoradio – la radio della mente, un progetto nato nel 2006 dalla collaborazione tra Arte e Salute Onlus (oggi Arte e Salute APS) e il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna. Ogni settimana una redazione composta da persone seguire dal Dipartimento e giornalisti realizza format radiofonici che fanno informazione riflettono sul tema della salute mentale.

Psicoradio, la salute mentale riguarda tutti

«Il presupposto da cui è nata Psicoradio – racconta ai nostri microfoni la direttrice Cristina Lasagni – è che stare bene o stare male è un tema che riguarda tutti, non c’è un muro a separare, le persone che hanno disagio psichico non sono di un’altra razza». E la pandemia ha dimostrato ampiamente questo assunto, dal momento che sono tante le persone che hanno sperimentato stati d’ansia ed angoscia. Un metro di misura lo indica Lasagni stessa: «Basti vedere quanto sono aumentate le pubblicità sugli ansiolitici».

Lotta allo stigma, informazione e cultura, ma anche inchieste su temi spinosi e lotta per migliorare la situazione e la cura della salute mentale. È questo il lavoro che Psicoradio compie da tre lustri e che viene sintetizzato in format radiofonici trasmessi su diverse emittenti, tra cui Radio Città Fujiko (in onda la domenica alle 11.00).
Più di 750 puntate realizzate dalla sede di via Sant’Isaia 90, nell’ex-manicomio Roncati.

La stessa pandemia ha complicato il lavoro della redazione, che è stata costretta ad operare da remoto, ma ha riportato sotto la luce dei riflettori alcuni temi connessi alla salute mentale, come lo stesso disagio psichico e il tso. «Sono temi che riguardano tutti – sottolinea la direttrice – perché riflettere, ad esempio, sul trattamento sanitario obbligatorio è un discorso sulla democrazia, è un discorso sui corpi, vuol dire riflettere su cosa è possibile, è giusto o non è giusto fare».

Lasagni cita anche un tema connesso, quello della contenzione, cioè di legare le persone. Una pratica ancora molto in voga, non solo nei confronti delle persone con disturbi psichici, ma anche verso i disabili e le persone anziane. Su questo versante l’Emilia-Romagna conta di arrivare alla “contenzione zero” ed è stato sufficiente richiedere di segnalare quando veniva fatta per veder ridurre drasticamente la pratica.

ASCOLTA L’INTERVISTA A CRISTINA LASAGNI:

Il lavoro della redazione di Psicoradio si articola in tre giorni alla settimana. Redattori e redattrici propongono temi da affrontare, la redazione ne discute, poi ci si divide i compiti per arrivare al prodotto finito, grazie al supporto dei tutor-giornalisti che offrono assistenza e insegnano l’utilizzo dei software e le tecniche giornalistiche.
A raccontare questo lavoro, sempre ai nostri microfoni, è Lorenzo, uno dei redattori più “anziani” del progetto. «Psicoradio mi ha permesso di evolvere come persona, sia dal lato umano, sia perché ho imparato tecniche che non conoscevo».

Il redattore racconta di essere entrato in contatto con Psicoradio da ascoltatore, dopo aver sentito alcune puntate. Ciò lo ha spinto ad avvicinarsi. Di qui, una riflessione che riguarda i benefici di programmi radiofonici che si occupano di salute mentale. «Psicoradio è utile non solo a chi la fa, ma anche a chi l’ascolta – osserva Lorenzo – Molti ascoltatori molto spesso ci scrivono, ci danno consigli e commenti».

ASCOLTA L’INTERVISTA A LORENZO:

In occasione del quindicesimo compleanno, Psicoradio ha prodotto anche un documento, suddiviso in diversi punti, come “Cos’è la salute mentale, cosa vuol dire stare bene e stare male“, “Come funziona la cura della salute mentale“, “Come si parla di salute mentale“, “La salute mentale riguarda tutti” e “Io so cosa mi manca – Temi per il futuro“.
Su quest’ultimo aspetto, in particolare su quali sono secondo Psicoradio gli obiettivi sui quali concentrare le lotte per la cura della salute mentale, Lasagni ne indica uno: la verifica sull’effettiva applicazione della legge 180, che in molti territori rimane disattesa.

Il lavoro da fare, in realtà, è ancora tanto. Sia dal punto di vista dei servizi, specie quelli territoriali (altra evidenza della pandemia) che in molti luoghi sono ancora carenti, sia dal punto di vista della cultura, dal momento che l’approccio manicomiale è ancora troppo sedimentato nelle persone.
«Nella puntata di questa settimana – osserva la direttrice – sentirete la voce di Basaglia che dice: “Io non credo che nessun tipo di cura, né psichiatica né psicologica, possa funzionare in un luogo dove le persone sono chiuse e legate da chi dovrebbe curarle. Io non credo possa funzionare se non c’è una vera relazione tra chi cura e chi è curato”».

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