Psicologi: il progetto

Quello degli Psicologi è nato come un progetto che vede protagonisti due giovani ambiziosi classe 2001. Stiamo parlando di Drast (vero nome Marco De Cesaris), rapper e producer napoletano e Lil Kaneki (all’anagrafe Alessio Aresu), rapper romano.

Dopo aver prodotto singolarmente svariate tracce con molte collaborazioni nella giovanissima scena underground italiana, nel 2019 i due iniziano a collaborare. Pubblicano i primi lavori sia su YouTube che su Soundcloud riscuotendo grande successo, “portando Soundcloud rap fuori da Soundcloud”.

In particolare, grazie al singolo chitarra e voce “Psicologi//Diploma“, pubblicato il 6 Febbraio del 2019, i due ricevono attenzioni anche al di fuori della sfera trap. Cominciano così ad orbitare intorno a Bomba Dischi, l’etichetta romana esplosa grazie a Calcutta, Franco126, Carl Brave, Giorgio Poi e tanti altri.

Sarà proprio Bomba Dischi a pubblicare “Diploma” su Spotify e a rivelare il nome del duo, “Psicologi“. Il 25 Marzo esce il secondo singolo, “Polvere da sparo“, e il 27 Marzo vede il primo live del progetto, a Napoli. Il 31 Maggio esce il primo EP che raccoglie tutti i singoli usciti nel frattempo, si intitola “2001“. Poco dopo, il 25 ottobre 2019 esce il secondo EP del duo, dal titolo “1002“.

Gli Psicologi al Covo di Bologna

Ogni traccia dell’EP affronta un tema intimista; parte cioè da un’analisi del proprio vissuto per poi divenire riflesso di una problematica più ampia. Pur essendo molto giovani, l’obiettivo è quello di innescare un cambiamento attraverso le parole, in modo da sensibilizzare i coetanei. I pezzi nati da questa collaborazione sviluppano sonorità pop abbinate a testi rap, in cui campeggia prospetticamente un’attitudine emo. “Il cambiamento è un progetto lungo, richiede tempo” dicono ai nostri microfoni ma, se in poco tempo sono riusciti a costruire così tanto, su di loro sono riposte molte aspettative.

Psicologi: Futuro

Nell’EP “2001” è contenuta una traccia dal titolo Futuro, in cui si parla di futuro appunto, fine e fallimento. Il ritornello (“E il futuro ci spaventa più di ogni altra cosa/ E la fine ci spaventa più di ogni altra cosa/ Il fallimento ci spaventa perché i vincitori/ Sono gli unici che scriveranno la storia“) esprime tutta la rabbia di due giovani verso una società che è in grado di offrire ben poche certezze. Il futuro fa paura quindi, specialmente quando i primi luoghi di socializzazione falliscono la loro missione formativa: “la televisione non trasmette valori […] e il mio bagaglio culturale non lo riempie la scuola“.

In un contesto del genere, dove anche l’amore si pone come punto di riferimento instabile, gli Psicologi invitano a lottare sempre per ciò che si desidera perché, in realtà, il fallimento non esiste. Si può sempre quindi trovare un’altra via, un alternativa, anche se l’idea lo spettro del fallimento continua a spaventare.

Il testo della canzone accenna anche all’argomento droga, gli Psicologi cantano: “Il problema dei ragazzi non è la droga“. La droga diventa, più che un problema, una conseguenza. L’invito è quello di prestare attenzione a ciò che ha fatto diventare la droga una risposta.

Psicologi: Alessandra

Alessandra è, invece, il pezzo più politico di “2001”. Alessandra è solo il pretesto per analizzare il vero volto di una società attaccata al denaro e al possesso. Esiste un’alternativa alla routine imposta dello “studia lavora e poi muori, fai come i tuoi genitori” ed è un invito ad abbandonare la superficialità e l’incoerenza, un esempio? “Condanna la mafia se uccide qualcuno/ Ringraziala quando ti dà un lavoro“.

La “Alessandra” a cui Drast e Kaneki si riferiscono è Alessandra Mussolini, politica italiana, nipote del dittatore Benito Mussolini, che prese il potere nel 1922, dando inizio ad un periodo ventennale di repressione delle opposizioni e di violenta persecuzione delle minoranze religiose. Il ritornello è un’indiretta, ma chiarissima denuncia nei confronti del fascismo: “Ma fatti due domande se per un uomo così grande/ Non c’è il giorno della memoria“.

La domanda è retorica: non c’è un giorno dedicato a Mussolini perché non esiste un valido motivo per celebrarlo. Infatti, il male che ha causato supera di gran lunga qualsiasi buona azione politica possa aver compiuto e per la quale meriti di essere commemorato.

Il filo rosso che collega tutte le canzoni di questi artisti è sicuramente l’amore, quell’amore vissuto in modo amplificato per via della giovane età. Il loro simbolo è quello della croce perché, spiegano, è una metafora rispetto alla croce che ci portiamo tutti sulle spalle. Diventerà, infatti, sempre più pesante come la responsabilità che sentono nei confronti dei loro ascoltarli.

ASCOLTA L’INTERVISTA AGLI PSICOLOGI:

Silvia Spadafora