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I volontari per il progetto “Casa e Accoglienza” di Fare insieme Onlus intervistano l’Assessore per le politiche sociali sui temi che oggi toccano di più la realtà bolognese.

Assessore, La preghiamo di raccontarci una delle esperienze che più l’ha colpita e che si collega al progetto “Casa e Accoglienza”.

“La cosa che mi ha colpito e che mi colpisce fortemente è quella che vivo continuamente dal basso, nonostante il momento difficile che stiamo vivendo anche a livello di città, perché la crisi ci ha colpito, perché non sono più i tempi in cui il Comune aveva più risorse da spendere sul sociale, perché viviamo anche noi tutte le difficoltà culturali che vivono gli altri, quindi siamo diventati più duri più diffidenti, quindi il contesto è diventato quello di crisi, contemporaneamente io però vedo che nei territori, nelle periferie, nella cittadinanza si praticano e si diffondono sempre di più forme di solidarietà diffusa, forme di organizzazione forme di aiuto reciproco che fanno sperare continuamente come la costruzione di una realtà che cerca di convivere e cercano continuamente i modi di vivere in comunità, di conoscersi di più e di conoscersi tra di noi e sapere che cosa c’è intorno a noi. Poi di curare il proprio ambiente di vederle nell’insieme, di stringere relazioni di fare cose insieme è un grande risultato da questo punto di vista della necessita dal punto di vista del costruire relazioni attraverso un fare condiviso”.

“Non mi stancherò mai di dirlo anche se c’è qualcuno che mi sgrida fortemente, ma alla luce del fatto che ci sono famiglie che hanno ricevuto lo sfratto e che stanno occupando uno stabili vuoti, e specifico vuoti da anni, e che trovano nel territorio li attorno una solidarietà incredibile. Un‘esempio è quella di una situazione dove in alcune realtà dove mancava l’acqua da giorni, perché era stata tagliata per un decreto che permette di tagliare l ’acqua in case occupate anche se sono presenti dei bambini dei neonati o persone anziane – Bologna poi in verità , nonostante il decreto nazionale ha ridato l’acqua il prima possibile a questi stabili, perché l’acqua non si può togliere a nessuno ed è stato proprio il Sindaco in persona che come primo cittadino che ha deciso, nonostante il decreto nazionale di ridare l’acqua alle famiglie. In questa situazione di mancanza di questo bene primario, il vicinato, non solo regalava l’acqua in delle taniche, anche noi abbiamo contribuito in emergenza grazie al contributi di Hera, ma tutte le sere le persone potevano andare a lavare i propri bambini nelle case del vicinato, e visto parlando di 30 famiglie non di un caso o due. Vi parlo della Bologna, Via de Marie, insomma realtà come noi. Io ho proprio scoperto in questi anni che la gente nella sua vita quotidiana scopre ed è capace di mantenere forte dei legami dei valori sociali e della solidarietà ed anche una capacità di progettualità che la politica sembra non riuscire più o ancora a raccogliere”.

Cosa puoi fare tu per costruire insieme a noi una Struttura come “CASA e ACCOGLIENZA” per dare una prima dimora alle persone senza casa:

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