Le serie tv sono ormai entrate nella nostra quotidianità. È un linguaggio che conosciamo bene, seppur più “diluite” nel tempo rispetto a un film che in due ore è per forza auto-conclusivo. Riusciamo ad individuare personaggi, caratteristiche e i meccanismi che si mettono in atto ed è un tipo di tempistica che ci ha affascinato e che viene sempre più sviluppata.
Tra le varie direzioni che ha preso questo nuovo linguaggio audiovisivo negli ultimi decenni, spicca la serie di tipo antologica, ovvero caratterizzata da episodi o stagioni che presentano trame e personaggi diversi, seppur collegati da un unico fil rouge.  E in questa categoria fa parte una serie molto interessante, prodotta e distribuita da Amazon Prime, di cui si è parlato poco: Modern Love.

Modern Love ha accolto la difficile sfida di parlare e rappresentare l’amore, e lo ha fatto in modo delizioso; è una serie che non cade nel banale. È composta da 8 episodi da 30 minuti l’uno circa, e si può vedere sulla comoda piattaforma Prime Video. Ogni episodio, pur essendo diverso uno dall’altro parla di un tipo di amore. L’amore è un tema universale, sono tanti i modi in cui può manifestarsi, sono altrettante le declinazioni. Ci sono molti attori che conoscete (Da Dev Patel, a Tina Fey a Andy Garcia), ma l’episodio su cui vorrei porre attenzione è il numero 3, dove la protagonista è la bellissima Anne Hathaway, quello forse più drammatico e riflessivo, ma altrettanto bello. L’episodio si intitola:“Prendimi come sono, chiunque io sia”.

Bipolarità: il disturbo non è un handicap

Inizia come una fiaba questo episodio mostrandoci la protagonista, interpretata dalla bravissima attrice, Lexi. Lei è una brillante avvocatessa, ed è alle prese dal difficile equilibrio tra carriera, amore e il suo segreto “inconfessabile”: il suo disturbo bipolare della personalità. Lei nasconde a tutti i suoi amici e colleghi questo disturbo, e anche con i ragazzi con cui esce, imparando il ritmo di questo suo “handicap” e riuscendo a evitare le catastrofi. “Esiste qualcuno che sia in grado di sopportarlo?” È la domanda che si pone Lexi nella sua mente.

La vita che mostra agli altri è una vita di felicità, piena di paillettes, con qualche canzone da musical e qualche passo di danza per esaltare la sua leggerezza. Ma il resto della sua vita viene celato dalla stessa Lexi, la quale soffre da sola in camera sua senza confidare a nessuno il suo disagio. Un giorno mentre è intenta a fare la spesa, Lexi incontra l’uomo perfetto. Ma la sua felicità e sensualità, viene spesso intralciata, già dalla prima uscita, dal suo segreto, e dai suoi lunghi momenti bui e soli. Il suo bipolarismo non la fa respirare, non la fa muovere, e la costringe a rinchiudersi in camera il tempo necessario, come fosse un mostro, per non far male agli altri, costringendo se stessa a dover vivere con il suo Mr. Hyde.

I minuti scorrono e noi vediamo che Lexi prova a gestire il suo fardello meglio che può e vorremmo poterle regalarle un momento di pace. Lexi non trova proprio pace, in sé stessa, nelle storie con uomini, sempre a causa di quel suo fantasma che le mette i bastoni tra le ruote frenandola. Lexi poi deciderà con coraggio di prendere una nuova strada verso non il nascondere questa sua malattia ma nell’accettarla. Di abbracciare anche questa sua parte di sé, lei che ha cercato per una vita di non mostrare sé stessa, o almeno una parte di sé quella che le piaceva di meno. Per paura di non essere capita, accettata e ascoltata. Alla fine riesce a parlare con una sua collega del suo disturbo; non solo si sente liberata, ma viene capita e ascoltata.

Molto spesso chi ha queste malattie si chiude perché ha paura che gli altri non potranno mai capire. È ovvio che non tutte le persone con cui parliamo hanno passato le stesse nostre esperienze, ma in un mondo che corre così veloce venir ascoltati è un dono, comunicare è un dono. Amarsi lo è. Esattamente come si è. Quest’episodio ci fa arrivare un messaggio importante: la bipolarità, come qualsiasi altra malattia, non definisce la vita di chi ne è affetto. È complicato, ovviamente, ma non impedisce alla vita. Tutti siamo dei puzzle incompleti, ognuno di noi ha avuto traumi e difficoltà che ci hanno reso quello che siamo. Ma non siamo definite da quelle cose, perché noi siamo altro, dobbiamo solo rendercene conto. Essere consapevoli di quello che siamo diventati, pregi e difetti e andare avanti. Questo episodio parla più che altro di amor proprio, di amore per sé stessi, un tipo d’amore molto sottovalutato al giorno d’oggi. Accettare e abbracciare sé stessi in tutte le nostre forme, è una grandissima forma di amore. Forse la più importante, visto che noi stessi siamo sicuramente quelli che più dobbiamo sopportare per tutta una vita. E siamo fatti di tante piccole imperfezioni; i nostri sbalzi d’umore, le nostre sofferenze, le nostre brutte figure, le nostre risate, le nostre lacrime, le nostre scelte. 
E va bene così. 
Nessuno di noi è perfetto e fa parte di un vero e proprio viaggio scoprire come amarci al meglio.

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