Il bosco urbano spontaneo dei Prati di Caprara presidiato da guardie? L’ipotesi preoccupa il comitato Rigenerazione No Speculazione, che da tempo si batte per la salvaguardia dell’area e si oppone ai progetti urbanistici del Comune. Il timore è quello che, con la scusa di limitare alcuni fenomeni all’interno del bosco, possano essere limitate le iniziative della cittadinanza, che negli anni ha organizzato appuntamenti per pulire la zona dai rifiuti, ma anche corsi di yoga, camminate per apprezzare la biodiversità e altre iniziative.

Prati di Caprara: la gara per la guardiania

Tutto nasce dalla notizia secondo cui il fondo pubblico di investimenti immobiliari Invimit, proprietario dell’area dei Prati di Caprara, ha lanciato una gara per un servizio di guardiania ai Prati di Caprara e in altre zone di sua proprietà.
Una mossa quantomeno curiosa quella che porta a pattugliare un bosco urbano. Le opposizioni di destra in Consiglio comunale, però, da tempo puntano il dito contro alcuni fenomeni che si registrano all’interno, come la costruzione di baracche di fortuna da parte di persone che non hanno un tetto. Un disagio sociale a cui l’Amministrazione comunale ha risposto varie volte con le ruspe, ma senza risolvere la situazione, perché le persone tornavano e costruivano nuove baracche.

“Sappiamo che esiste un problema di quel tipo all’interno del bosco – osserva ai nostri microfoni Roberta Bartoletti, esponente del comitato – ma penso che si possa risolvere solo attraverso i servizi sociali e la presa in carico di quelle persone, che non hanno altro posto dove andare”.
La soluzione, detta in altre parole, dovrebbe essere sociale e non securitaria, come invece l’arrivo delle guardie rappresenta.
Rigenerazione No Speculazione teme quindi che vengano limitate anche le sue attività, insieme a quelle del gruppo di associazioni cittadine che sta lavorando per proporre un modello di autogestione civica del bosco.

A che punto sono i progetti urbanistici?

Dopo l’istruttoria pubblica ottenuta da Rigenerazione No Speculazione, il comitato era riuscito a strappare al Comune un ridimensionamento dei progetti urbanistici contenuti nel Poc del 2016 e che prevedevano la realizzazione di alloggi ed altri immobili.
“Attualmente è in corso un tavolo tra Comune e Invimit – racconta Bartoletti – che dovrebbe rinegoziare le previsioni urbanistiche, però non abbiamo alcuna notizia certa e pubblica su quello che è l’esito di questi negoziazioni, né dello stato di avanzamento di quello che dovrebbe essere il nuovo progetto”.

In particolare, i lotti oggetto di attenzione urbanistica erano due, uno nella zona ad est e uno nella zona ad ovest. Il mantenimento di una zona verde, così come promesso dal sindaco Virginio Merola, però, non risulta sufficiente per il comitato, perché dipende da come verrà attuato.
“Non abbiamo capito se il bosco sarà preservato per quello che è – aggiunge l’esponente del comitato – o se rimane l’idea di una bonifica che distruggerebbe tutte le piante e la biodiversità spontanea per realizzare un comune parco”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ROBERTA BARTOLETTI: