Il bosco spontaneo urbano dei Prati di Caprara offre servizi ecosistemici gratuiti, molto più di un qualunque parco progettato dall’uomo, a tutta la città. Sono questi, in estrema sintesi, i risultati di un dossier preliminare elaborato da 23 studiosi e ricercatori attraverso un’analisi durata due anni. Su input del comitato Rigenerazione No Speculazione, gli esperti hanno evidenziato gli enormi benefici in termini di biodiversità, di miglioramento della qualità dell’aria, di contrasto ai cambiamenti climatici, ma anche di aspetti sociali e storici.

Prati di Caprara: il dossier

Attraverso il dossier “Il bosco spontaneo dei Prati di Caprara – una risorsa per la città”, gli esperti botanici, faunisti, chimici e meteorologi, sociologi, geografi e urbanisti presentano il risultato di uno studio che, negli intenti di Rigenerazione No Speculazione, vuole essere anche un contributo per gli amministratori pubblici, come ha sottolineato la portavoce Roberta Bartoletti.
Lo scopo del dossier è proprio quello di dimostrare, con metodo scientifico, quanto il bosco dei Prati di Caprara sia un ecosistema che svolge un ruolo eccezionale nell’erogazione di numerosissimi servizi ecosistemici nell’area urbana ed extraurbana bolognese. E soprattutto: gratis.

Oltre agli aspetti ambientali, il dossier prende in esame anche aspetti sociologici, storici e antropologici che caratterizzano l’area di 27 ettari di ecosistema forestale, di cui 18 di bosco maturo, dei Prati di Caprara.
Per quanto riguarda l’ambiente, i focus si sono consentrati sulla conservazione della biodiversità, sulla regolazione della qualità dell’aria e sulla regolazione climatica.
E i risultati parlando da soli. Ogni ettaro di bosco stocca più di 70 tonnellate di Co2, mentre sono circa 720 i chilogrammi di No2 assorbiti ogni anno. Per quanto riguarda le polveri sottili, i Prati di Caprara ne catturano tra i 900 e i 1800 chilogrammi all’anno, mentre le temperature registrate tra le piante vanno dai 5 ai 10 gradi in meno di altre zone della città.

Anche i numeri della biodiversità presente nel bosco urbano fanno impressione. Nei quarant’anni di libera evoluzione del bosco, si sono sviluppate circa 200 specie di flora, 60 di funghi, 61 specie di uccelli, tra cui il passaggio del parco pellegrino, 40 tipi di farfalle diurne e 7 specie di erpetofauna, composta di anfibi e rettili.
Ciò è possibile perché, oltre al bosco, nei Prati di Caprara c’è spazio anche per “mosaici paesaggistici”, composti di arbusti che producono frutti di cui si nutrono gli animali, sottolinea Giovanni Trentanovi, dottore forestale e coordinatore del dossier.
Tutto questo patrimonio “non è sostituibile con alcuna forma di verde ‘convenzionale’ – sottolinea Rigenerazione No Speculazione – men che meno con progetti di nuova edificazione”.

ASCOLTA ROBERTA BARTOLETTI E GIOVANNI TRENTANOVI: