Hanno vinto il Pass Festival Talent Selection 2020 e si esibiranno a Home e Sziget Festival. Abbiamo intervistato i Ponzio Pilates.

Molto tempo è passato da quando li intervistammo prima di un concerto al Mikasa a novembre 2017, ma loro non sono cambiati poi di molto.

Stiamo parlando dei Ponzio Pilates, probabilmente la band più assurda che vi potrebbe capitare di incrociare nel vostro peregrinare attraverso i festival.

Si presentano sul palco con tutine dai colori sgargianti e ogni tipo di accozzaglia proponibile addosso, ma non fatevi ingannare dall’apparente demenzialità, i Ponzio Pilates fanno musica coi controca**i. Non sapevo come altro esprimere il concetto. Le loro canzoni sono un mix di improbabili e ipnotici riff di chitarra, ritmi che vanno dal caraibico all’hardcore punk con una naturalità impressionante. Maracas, percussioni e irrefrenabile voglia di scatenarsi. Tropical elettrosamba mista punk, una sorta di techno “acustica” tribaleggiante e felice che prende l’influenza del cosmo e la trasforma in amore per la terra.

Ebbene sì, la musica dei Ponzio Pilates ti fa venir voglia di ballare, ma dato che seguire il ritmo è difficile ciò che ne esce è un groviglio di movimenti sinuosi e psichedelici.

I Ponzio Pilates vengono da Igea Marina, dove Lorenzo (chitarra e voce) era ritenuto un enfant prodige, cosa non troppo difficile in un piccolo paesino romagnolo, o almeno questo è quanto il batterista ci racconta raccomandandoci di non scriverlo.

Sfidano ogni legge della fisica, un po’ come il calabrone che non può volare ma se ne frega. Due di loro si incontrano per primi: Ponzio e Pedu, e pian piano raggruppano sempre più elementi fino a diventare una vera e propria band. Che poi, le band di solito provano. Loro no. Decidono di esibirsi in piazza con il loro primo live in completa libertà, senza decidere nulla in precedenza. È così che nel 2015 il mondo inizia a sentire parlare di loro.

Nell’improbabile biografia che trovate sul loro sito internet, è riportato che il loro primo album omonimo esce alla fine del 2015, ma nessuno ne ha traccia, alcuni dicono che in realtà si chiami Live at Kennedy. Il primo Ep, Abiduga esce nel 2016 mentre nel 2018 esce il primo effettivo Lp della band intitolato Sukate. Tra i vari posti in cui han suonato figurano scantinati romagnoli, sagre della crescentina sui colli bolognesi, il Glastonbury Festival in Inghilterra, il Mikasa e altri posti assurdi.

Li abbiamo raggiunti telefonicamente per farci raccontare le loro ultime avventure. Durante questo periodo di clausura forzata Lorenzo sta componendo senza sosta e la band sta progettando di cambiare la modalità di esibizione dal vivo. Non sappiamo davvero cosa poterci aspettare.

Non si aspettavano di poter vincere il concorso perché era tutto deciso tramite i social e loro, anche se sui social ci sono, non hanno una vera progettualità. Eppure hanno trionfato, davanti a VVENDI e Noè si sono aggiudicati la possibilità di farsi conoscere ancora di più in questi importanti eventi.

Chissà se avranno modo di provare prima delle performance, molto probabilmente no, ma stando ai risultati che ottengono dal vivo non ne hanno bisogno.

Stando alle parole di Dimitri, in arte Scopoladroga, i Ponzio Pilates si sono conosciuti per caso, suonano per caso, creano canzoni per caso e sono lì per caso.

Eppure, se lo chiedete a me, sono la cosa più rock che potete incontrare.

ASCOLTA L’INTERVISTA AI PONZIO PILATES