MICROpolveri, MACROproblemi”, questo il nome – che contiene in sé l’urgente appello lanciato da Fridays For Future – del flash mob organizzato dalla sezione bolognese del movimento per oggi pomeriggio, venerdì 7 febbraio, alle 15.00 in Piazza Maggiore.
Scopo del flash mob è quello di attirare l’attenzione, della politica così come dei cittadini, su un tema cruciale come quello della qualità dell’aria che, sebbene spesso relegato in secondo piano, ha un impatto grave e immediato in primo luogo sulla salute degli individui.

Polveri sottili: uno sforamento ogni due giorni

È fondamentale non sottovalutare questa silenziosa minaccia soprattutto in questo preciso periodo storico: basti infatti pensare che solo a Bologna, nel solo 2020 appena iniziato, il limite giornaliero delle polveri sottili (pm10) nell’atmosfera, stabilito dall’Unione Europea per un massimo di 50 µg/m³, è stato già superato 16 volte nei primi 32 giorni dell’anno.
Allo stesso modo, anche il limite giornaliero del particolato più pericoloso per la salute umana, PM 2.5, è stato raggiunto e superato per un totale di 17 giorni dall’inizio del nuovo anno.

Siamo solo all’inizio del secondo mese dell’anno, e Bologna si conferma una delle città più inquinate d’Italia, arrivando a superare il doppio dei limiti consentiti di polveri sottili nell’aria.
Per questo il tema dei cambiamenti climatici, che si sta ormai affermando all’interno dell’opinione pubblica grazie all’attivismo e alla partecipazione di movimenti quali Fridays For Future, Extinction Rebellion, associazioni come Legambiente (solo i più conosciuti), deve essere necessariamente affiancato dalla questione della qualità dell’aria.

L’impatto sulla salute

Gli effetti del particolato atmosferico sulla salute sono infatti gravissimi. Il particolato PM 10, in particolare, è alla base di numerose patologie: dall’asma e le bronchiti all’enfisema, dalle patologie cardiovascolari all’insorgere di tumori.
Anche le relazioni tra esposizione a PM 2.5 e rischio di mortalità da cardiopatia ischemica, malattia cerebrovascolare, broncopneumopatia cronica ostruttiva, cancro del polmone e infezioni respiratorie inferiori sono ormai state provate scientificamente.
Solo nell’Unione europea, secondo gli allarmanti dati riportati dall’OMS, il PM 2.5 provoca 428.000 morti all’anno, con un’impressioante media di 1.172 al giorno.

Ai nostri microfoni, Luca della rete civica Aria Pesa, ribadisce la richiesta, portata avanti ormai da lungo tempo, di un’indagine epidemiologica.
“La qualità dell’aria ha un effetto immediato e altrettanto grave, rispetto a quello dell’anidride carbonica sulla stabilità climatica del pianeta, sulla salute umana, e di conseguenza sulla qualità della vita degli individui. E’ ora – continua l’esponente di Aria Pesa – che si faccia anche a Bologna un’analisi approfondita dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana”.

In particolare, la critica di Aria Pesa si concentra sugli ultimi progetti, primo su tutti quello del “Passante di mezzo” (progetto per il potenziamento della rete autostradale, che prevede la realizzazione di tre corsie, più corsia di emergenza, per senso di marcia, sulla A14 così come sulla complanare) o l’ulteriore potenziamento dell’aeroporto, che comportano l’aumento del traffico veicolare, tra i più importanti fattori di inquinamento della qualità dell’aria.

Eppure, c’è ancora uno spiraglio di “verde” speranza nelle parole dell’attivista, che sottolinea in particolare l’importanza di far rete, cercare una costante a stimolante collaborazione con altri movimenti, associazioni, gruppi studenteschi.
Il primo punto del programma deve infatti essere quello di portare avanti campagne di sensibilizzazione, in primo luogo della cittadinanza, riguardo a un tema che riguarda da vicino tutti e tutte, nessuno escluse, e mettere la qualità dell’aria al centro del dibattito pubblico.

ASCOLTA L’INTERVISTA A LUCA: