Oggi, all’interno della rubrica Please don’t stop the music, diamo voce ad un famoso locale bolognese che da 40 anni è considerato un punto di riferimento culturale per Bologna e per l’Italia: il Covo Club. Qua sono passate le migliori band italiane e internazionali, prima di diventare famosissime: Mumford & Sons, The Libertines, The XX, Franz Ferdinand, The Gossip, Cigarettes After Sex, Charli XCX, Calcutta, Carl Brave x Franco 126, Verdena ecc.

Proprio quest’anno il Covo festeggia il quarantesimo anniversario dalla sua apertura, un anniversario atipico visto appunto lo sfortunato periodo storico che l’Italia sta affrontando da quasi un anno.

Per cercare di capire un po’ come il locale stia reagendo a questa situazione di disagio abbiamo contattato Andrea James Colgan, che si occupa della programmazione artistica e direzione di produzione dei concerti al Covo Club.

“Che impatto ha avuto la pandemia nei confronti del locale?”

L’ultimo evento al Covo Club risale al 22 febbraio, per un totale di dieci concerti nell’anno 2020. Non c’è stata la possibilità di organizzare altro nei mesi estivi – dato che il locale non possiede una location adibita alla realizzazione di live all’aperto – così come non si è usufruito dello streaming. Tutto è stato momentaneamente bloccato.

Da ottobre a questa parte, il Covo Club si era organizzato per accogliere tutti i partecipanti agli eventi nel rispetto delle normative vigenti, con rigore e in sicurezza ma, in seguito all’ultimo DPCM, la riapertura del locale e i concerti già annunciati sono stati rimandati a data da destinarsi.

Sulla loro pagina facebook scrivono: “Siamo pronti a provare a rifarlo qualora la situazione cambiasse e ci rimettiamo, come sempre, al volere delle istituzioni, dalle quali – tuttavia – ci aspettiamo maggiore supporto e attenzione per il nostro settore duramente colpito da quest’emergenza e per la ripartenza della cultura tutta in un prossimo, speriamo non lontano, futuro. Tutte le volte in cui si parla di cinema e teatri, vogliamo ricordarlo, si parla anche di realtà sempre più rare sul territorio italiano: le sale concerti e, ancor più raro, i club. Sappiamo di essere una minoranza che porta avanti un racconto che, in questo momento, è rappresentativo di una nicchia o poco più. Ma sappiamo anche che questa nicchia intercetta molto spesso le tendenze culturali del futuro, con attenzione e rispetto per quelle che, agli occhi di molti, appaiono come diversità. Ribadiamo che è molto difficile e triste vivere un anniversario come quello del quarantennale in questo sfortunato periodo. Confidiamo in tutti voi che avete sempre amato il Covo e nel vostro supporto nelle nostre future iniziative, che avranno – come è sempre stato – la musica al centro, per ripartire al meglio quando sarà possibile”.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANDREA JAMES COLGAN DEL COVO CLUB: