Radio Città Fujiko continua a dar voce a chi, in questo periodo, di voce in capitolo ne ha sempre di meno, attraverso la rubrica “Please don’t stop the music”.

Lucri ha fatto due chiacchiere con Annalisa Senatore, conosciuta sul web come “annamatita”.

Nata e cresciuta a Siracusa, Annalisa ha una laurea in psicologia, una in neuroscienze e un master in comunicazione digitale. È una libera professionista e lavora nel mondo della comunicazione e della promozione musicale. La sua missione – dice – è combattere la banalità delle parole vuote e delle canzoni tutte uguali. Social media manager e Press officer della Red&Blue Music Relations, Project manager di The Web Engine, ma anche sniffatrice seriale di libri e sosia ufficiale di Amy Winehouse.

“Nessuna categoria di lavoratori è sacrificabile”

“Sono un po’ il jolly della comunicazione applicata all’ambito musicale” dice Annalisa parlando della sua professione.

Ama dare spazio agli artisti emergenti, aiutandoli a comunicare e a far fuoriuscire il loro universo artistico in ambito promozionale.

In questo periodo instabile gravato dalla pandemia è quasi impossibile pensare a dei progetti a lungo termine, così gli artisti – specialmente quelli emergenti – vivono in un continuo stato di frustrazione ed incertezza. Pur avendo album o singoli pronti, non possono immetterli nel mercato a causa della mancanza di condizioni esterne favorevoli per poter promuovere al meglio la loro musica.

A tal proposito Annalisa dice: “Non c’è miglior promozione per un artista o band emergente di un palco, un luogo fisico dove poter portare la propria musica e farla ascoltare in maniera diretta e immediata al pubblico.”

Il settore della musica dal vivo, o meglio, dello spettacolo dal vivo in generale è stato il primo a mettersi alla prova, cercando di evitare di bloccarsi definitivamente e facendo di tutto per realizzare ancora eventi musicali e culturali. “Nonostante ciò – dice Annalisa amareggiata – è stato uno dei primi ad essere penalizzato”.

Continua “quella del settore musicale è una grande catena di montaggio. Se si ferma uno, di conseguenza si fermano tutti gli altri. Mi auguro che si trovi presto una soluzione perché non siamo categorie di lavoratori sacrificabili, perché nessuna categoria di lavoratori è sacrificabile.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANNALISA SENATORE: