Le note suggestive del jazz riempiranno Piazza Maggiore per l’undicesima edizione del festival “La strada del Jazz”, dal 18 al 19 settembre. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati del genere che è nato nei sobborghi di New Orleans nei primi anni del 1900. Ma è anche un’occasione per chi il jazz non lo conosce.

La Strada del Jazz, a Bologna l’undicesima edizione

Un’anteprima musicale sarà venerdì 17 settembre alla Cantina Bentivoglio alle 20,30 con Guglielmo Pagnozzi Quartet in “Tributo a Benny Goodman”.
Il clou del festival, però, sarà sabato con l’inaugurazione della Strada del jazz in via degli Orefici alle 17, 30 con la performance della Street Dixieland Band e il saluto del sindaco Virginio Merola. Tra gli ospiti d’onore di questa edizione ci saranno Pippo Baudo ed Edoardo Vianello.
«La band Street Dixieland farà uno spettacolo contaminato e divertente. Dobbiamo, infatti, in questa edizione così particolare dopo il periodo del Covid, divertirci. Speriamo solo nel bel tempo», sottolinea uno dei curatori del festival Paolo Alberti.

Non solo, ma sarà scoperta la stella posata sul selciato della strada e dedicata a Benny Goodman (Chicago, 30 maggio 1909 – New York, 13 giugno 1986). Goodman è stato un clarinettista, compositore e bandleader statunitense. Specialmente negli anni ‘30 ebbe grandi successi con la sua Big Band ed è ritenuto il più importante protagonista dello swing.

Il programma è davvero ricco e l’ingresso è gratuito. Si parte con il primo appuntamento musicale alle 18 di sabato pomeriggio in Piazza Maggiore con il concerto Ensemble Strada del Jazz “Tributo a Benny Goodman”.
Si continua alle 21,30, sempre in Piazza Maggiore, con il concerto di Sandro Comini e la Village big band “Swing’s influences”.
Si conclude in bellezza il 19 settembre con il concerto di Silvia Mezzanotte, vincitrice del premio Strada del Jazz 2021. Grazie a questa straordinaria interprete si potrà fare un viaggio musicale tra le più grandi voci femminili della musica, tra note audaci e atmosfere swing.

«Dalla metà degli anni ‘50 mio fratello Alberto Alberti ha costruito una capitale europea del jazz: tutti i grandi artisti sono passati da questa città. Era una città che amava il jazz e che con il jazz faceva socialità. Ed è quello che noi vogliamo riproporre: concerti gratuiti e aperti a tutti», conclude l’organizzatore Paolo Alberti.

Medea Calzana

ASCOLTA L’INTERVISTA A PAOLO ALBERTI:

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