Piero Della Francesca, innovatore, ispiratore. Una figura di straordinaria grandezza e talento nei secoli. A Forlì in una cavalcata che abbatte lo spazio/tempo, per farci ritrovare nella dimensione unica della straordinaria arte con il massimo denominatore comune del Maestro di Borgo Sansepolcro.

“Il Monarca della pittura” come ebbe a definirlo nel 1509, Luca Pacioli grande matematico, non a caso Piero Della Francesca artista che troverà motivi di incontro fra studi scientifici e arte figurativa, sarà una presenza di talento e ispirazione nel tempo, oltre che di grande gusto estetico. 

Come e cosa aggiungere nelle indagini su un tale gigante dell’arte? A proposito di un grande “Monarca” gli studi sono veramente comparabili alla grandezza che egli stesso ha lasciato, quindi come l’ispirazione è attuale, anche la ricerca ha diversi motivi di espressione per poi tradurli in esposizione, e quindi onore al merito al lavoro e alla ricerca di un’equipe corposa e forbita che ha dato vita a una vera e propria cavalcata che prevarica lo spazio/tempo.

Aggiungiamo anche la difficoltà di reperire le opere mobili di Piero Della Francesca, essendo il loro numero ridotto vengono custodite gelosamente nei loro musei, ma come anticipato il talento va ben oltre la quantità e i motivi di linguaggio d’intersezione con altri artisti e correnti, da ampiamente spunto a diversi percorsi.

A Forlì troveremo passione, bellezza, incanto, sacralità e confronto soprattutto nel percorso che annulla il “periodo di oblio” anzi diventa ponte naturale, dall ‘400 alla fine del ‘700 quando la figura di Piero tornerà sugli scudi come merita, il confronto arriva dall’apertura con due opere, il “Busto di Battista Sforza” di Francesco Laurana realizzato tra il 1472 – 1475, e “L’amante dell’ingegnere” di Carlo Carra (1921), come queste opere a quasi cinquecento anni di distanza siano così tenute assieme dal filo conduttore dell’arte di Piero Della Francesca, riassume in parte l’idea di una mostra, che dona stupore estetico alternandolo con momenti di riflessione.

Dopo aver visitato questa esposizione, averne assimilato le chiavi di comprensione, sentire o leggere che il ‘900 è il secolo di Piero, ci porta ad apprezzare ancora di più i capolavori che troviamo nelle sale al piano superiore, la consacrazione dello stesso secolo breve, con un matematico ritorno all’ordine tra metafisica e Realismo magico, la prospettiva come arte di sintetizzare a un tempo forma e colore (tipico dei maestri fiamminghi), ma restiamo alla forma con due opere di Edward Hopper che chiudono l’esposizione “Approaching a city” e “Manhattan bridge loop”, dove le proporzioni regnano con elegante malinconico calore e colore, fino alla ripresa della figura con Massimo Campigli “Le cucitrici”, i paesaggi (ingiustamente) sottovalutati, ma profondissimi di Giorgio Morandi, andando a ritroso tra le sezioni troviamo la riscoperta di Piero nell’ 800 con Edgar Degas, come anche l’origine di anticipo delle Avanguardie, abbia momenti di dialogo con Piero, nell’ insieme oltre che nella prospettiva. In questo viaggio a spalle indietro nel tempo ci ritroviamo tra ‘400 e ‘500 e da li vediamo come il fulcro, il “sancta sanctorum” della mostra abbia di fatto creato l’innesco, per questo nostro viaggio nel tempo, oltre ai capolavori di Piero; “Madonna con il bambino”, e l’incantevole “Madonna della Misericordia” (scomparto centrale del polittico della Misericordia), e artisti come Filippo Lippi, Paolo Uccello, Francesco Del Cossa, Pinturicchio, e un “San Girolamo nel deserto” di Nicola di Maestro Antonio di una modernità straordinaria, troviamo opere a pochi passi di distanza fra loro di infinito valore significativo, in quanto Piero Della Francesca come uno dei fili conduttori nel Rinascimento passando da Beato Angelico a Giovanni Bellini, questo passaggio con opere di straordinaria bellezza resta imperdibile, una natività di Beato Angelico e “La Pietà” di Bellini, in questi capolavori il percorso da 400 e 500, tra Firenze e Venezia.

Un’altra importante mostra a Musei san Domenico di Forlì, Piero Della Francesca, indagine su un mito e la  sensazione è di vivere in maniera circolare nel tempo così che si abbia un elemento di originale unicità che ruoti intorno alle regole di Piero, e si rifletta anche nella contemporaneità.     

Buona visione.

               William Piana


ascolta l’intervista al co-curatore, Prof. Fernando Mazzocca