Era il 12 dicembre del 1969 quando alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano esplose una bomba. I feriti furono 88, mentre i morti 17, ma a questi ultimi va aggiunta una diciottesima vittima: l’anarchico Giuseppe Pinelli, defenestrato quattro giorni dopo dalla Questura di Milano.
Cinquant’anni dopo la strage di Piazza Fontana, che inaugurò la strategia della tensione ed è da annoverare a pieno titolo fra le “stragi di Stato”, su quei fatti “sappiamo tutto, anche il tragitto della bomba”. A sostenerlo, ai nostri microfoni è Saverio Ferrari dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre. Pochi giorni fa è uscito il suo libro “La strage di Piazza Fontana” (Red Star Press edizioni), in cui ripercorre proprio quella drammatica vicenda.

Piazza Fontana: la verità nelle carte

“Non si tratta di una verità storica, ma di informazioni che si trovano nelle carte processuali”, afferma Ferrari ai nostri microfoni. A mettere la bomba furono i fascisti di Ordine Nuovo, coperti da apparati dello Stato, che lo studioso si rifiuta di definire “deviati”, poiché erano i vertici di servizi sergreti ed altre istituzioni.
“Dalle carte sappiamo che l’esplosivo proveniva da una base militare tedesca, che arrivò in Veneto e fu periziato per sapere se poteva essere trasportato a Milano”, afferma Ferrari, per il quale è possibile ricostruire anche il tragitto che la portò a Piazza Fontana.

Quello di Piazza Fontana non fu il primo attentato del 1969. Dalla primavera furono decine gli attentati che, secondo un’interpretazione politica, furono le prove generali per la strage, ma anche per la sua attribuzione fraudolenta agli anarchici. Pietro Valpreda e Giuseppe Pinelli, infatti, sono stati per lungo tempo le vittime sacrificali della strategia della tensione, che serviva nell’immediato a fermare le proteste operaie dell’autunno caldo e, più in generale, ad imprimere una torsione repressiva e autoritaria al Paese.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SAVERIO FERRARI:

Piazza Fontana: ascolti e presentazioni

Radio Città Fujiko dedica tre momenti del proprio palinsesto al ricordo della strage di Piazza Fontana. Il primo andrà in onda oggi pomeriggio, 12 dicembre, alle 17.00. Si tratta della quarta puntata di “Te lo raccontiamo noi l’autunno caldo“, a cura di Michele Terra e Agostino Giordano.
Il secondo appuntamento è per sabato 14 dicembre alle 14.30, quando l’argomento sarà trattato anche da Vanloon, la trasmissione di storia sulle nostre frequenze.
Nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 dicembre, a mezzanotte, invece, trasmetteremo “Morte accidentale di un anarchico“, il celebre spettacolo di Dario Fo su quei fatti e, in particolare, sulla persecuzione degli anarchici.
Il 18 dicembre, infine, l’associazione Victor Serge organizza la presentazione del libro di Saverio Ferrari, alla presenza dell’autore, che si svolgerà alle 17.30 presso l’Arci Guernelli in via Gandusio 6.