Sei sindacalisti arrestati e due sottoposti a misure cautelari. È durissima l’operazione di polizia voluta dalla Procura di Piacenza ai danni di esponenti nazionali e locali di Si Cobas e Usb, operanti nel mondo della logistica.
In risposta all’operazione repressiva è stato immediatamente proclamato uno sciopero del settore della logistica e di fronte alle accuse, i sindacati parlano di un «teorema fantasioso» della Procura. Per domattina alle 11.00 è stata organizzata una manifestazione.

La repressione del sindacalismo conflittuale di Usb e Si Cobas

Sono quattro i sindacalisti di Si Cobas finiti agli arresti domiciliari in seguito all’operazione poliziesca. Una misura analoga è stata adottata anche per due esponenti di Usb, mentre un altro sindacalista è stato raggiunto da un Daspo e un altro ancora dall’obbligo di firma.
Le accuse sono di associazione a delinquere per violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, sabotaggio e interruzione di pubblico servizio negli scioperi della logistica tra il 2014 e il 2021.

In particolare, secondo la Procura gli scioperi sarebbero stati attuati con motivazioni pretestuose e con intenti “estorsivi”, al fine di ottenere per i lavoratori condizioni di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale. «In alcuni passaggi delle 350 pagine dell’ordinanza – osserva ai nostri microfoni Fabio Perretta di Usb – veniamo descritti come i clan di Gomorra, in lotta fra loro per il controllo del territorio».
In attesa di leggere tutte le carte, dai sindacati però considerano già quello della Procura un «teorema fantasioso».

ASCOLTA L’INTERVISTA A FABIO PERRETTA:

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