In attesa delle decisioni del Comitato tecnico scientifico e della Cabina di regia sul passaggio o meno a zone rosse e arancioni di alcune regioni italiane, l’emergenza da Covid-19 preoccupa anche in tema personale sanitario. Il presidente della commissione Sanità della regione Piemonte, Alessandro Stesso, ha lanciato un appello alle Ong, chiedendo l’invio di personale sanitario a sostegno degli ospedali del territorio.

Le assunzioni della primavera scorsa potrebbero non bastare a fronteggiare la seconda ondata, tra gli allarmi che si moltiplicano negli ospedali, c’è grande attesa per l’arrivo di nuovo personale.
Nel caso della sanità bolognese, l’assessore comunale Giuliano Barigazzi ha affermato ai nostri microfoni che il 18 novembre scadrà il concorso per personale infermieristico – anticipato proprio per l’emergenza – che vedrà quindi nuove assunzioni, oltre alle 650 che si sono registrate dal 31 gennaio e l’integrazione degli specializzandi già dal secondo anno.

Personale sanitario, la carenza e il concorso

Nei giorni scorsi Alessandro Stesso, presidente della commissione Sanità della regione Piemonte, aveva lanciato un appello denunciando una situazione di forte stress in riferimento al personale sanitario. Stesso aveva infatti chiesto alle Ong: «Dirottate personale sanitario dai vostri ospedali all’estero verso il Piemonte. I posti letto e soprattutto il personale si stanno esaurendo». Il personale inoltre secondo Stesso, vista la forte carenza di organico, non avrebbe possibilità di ricevere rimpiazzi, di riposarsi dopo turni estenuanti e starebbe iniziando a contagiarsi.

Su questo tema abbiamo sondato la situazione con Giuliano Barigazzi, assessore comunale alla Sanità. La Regione Emilia Romagna, infatti, oltre agli sforzi di riorganizzazione generale del sistema sanitario, ha come obbiettivo quello di rafforzare l’organico con nuove assunzioni. «Alla Ausl dal 31 gennaio ci sono 650 infermieri in più – spiega Barigazzi – è stata poi anticipata di un mese e mezzo, al 18 novembre, la scadenza di concorso per personale infermieristico e si stanno assumendo specializzandi medici fin dal quarto anno».

L’Italia ha però, secondo l’assessore, un problema strutturale che viene da lontano sia sul tema dei medici che degli infermieri.«Naturalmente il personale sanitario non basta mai perché c’è pressione soprattutto nei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva, dove il rapporti tra personale e persone ricoverate è alto».

Francesca Chiamenti

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