Pareri contrastanti sulle anticipazioni dei dati Inail sull’andamento infortunistico per il 2012. Secondo il presidente dell’istituto ci sono positive diminuzioni degli infortuni e dei decessi. Per la Fillea-Cgil la diminuzione rispecchia solo una caduta dell’occupazione.

Sono di segno opposto le analisi delle anticipazioni dei dati sull’andamento infortunistico, diffusi ieri dal presidente dell’Inail, Giuseppe Lucibello. Per il presidente dell’istituto ci sono sostanziali diminuzioni degli infortuni (-9%) e delle morti sul lavoro (-9%). Dati, insomma, che farebbero ben sperare, considerati molto positivi dallo stesso Lucibello.

Contro questa interpretazione si schiera compatta la Fillea Cgil, sindacato dei lavoratori del legno, edili e affini. Secondo il sindacato la diminuzione risulta vera soltanto in termini assoluti. In sostanza ci sono state meno denunce di infortuni e meno decessi sul posto di lavoro, ma in un contesto di perdita del 50% degli occupati nel solo comparto edile, dal 2008 ad oggi. Incrociando i dati Inail con quelli delle casse edili, si rileva un +6% nella frequenza degli infortuni e un pesante +28% nel dato che riguarda le morti.

Si assiste, inoltre, secondo l’organizzazione sindacale, ad un aumento degli accordi privati tra lavoratore infortunato e imprenditore. Il lavoratore, rinuncerebbe alla denuncia dell’infortunio in cambio di un rimborso in nero, che permette di lasciare invariati i premi assicurativi.

A conti fatti gli infortuni e le morti sono aumentati in proporzione alla diminuzione effettiva degli occupati nel settore edile.

Francesco Ditaranto