Se per la mozione di Cuperlo i successi nei circoli provinciali potrebbero essere un viatico per la vittoria delle primarie, per i sostenitori di Renzi non hanno alcuna valenza nazionale. Ai nostri microfoni il cuperliano De Maria e il renziano Licciardello.

Continuano le polemiche all’interno del Partito Democratico sui tesseramenti di massa in vista del congresso. In Emilia Romagna, la provincia di Piacenza sarebbe quella interessata dalle anomalie più importanti. Per il candidato alla segreteria Cuperlo, inoltre, i risultati delle elezioni nei circoli provinciali darebbero alla sua mozione una vittoria netta.

Per Andrea De Maria, che sostiene Cuperlo, “Gianni Cuperlo ha sollevato un problema che riguarda diverse aree del paese, denunciando la crescita abnorme di tessere in alcune aree del paese. Si tratta -spiega ai nostri microfoni- di uno snaturamento del partito e della sua serietà, un fatto grave che dovrebbe riguardare tutti.”

Sulla vittoria nei congressi provinciali, De Maria parla di “segnale molto importante”. “Se Cuperlo -continua- vincerà tra gli iscritti, questo risultato segnerà un grande radicamento nel partito, e sarà il viatico migliore per le primarie.”

Di diverso avviso Piergiorgio Licciardello, del Comitato di Garanzia del congresso, che afferma che “il regolamento proibiva connessioni di mozioni provinciali con mozioni nazionali”.
Sulla denuncia di un tesseramento di massa, Licciardello crede si tratti di un modo per “porre la questione su un tema generale per cambiare le regole in corso”.

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