In attesa di Paura e Delirio al PalaDozza torniamo al Papeete con un racconto breve partorito la scorsa estate ma purtroppo ancora attuale.

Una porchetta arrosto con una mela in bocca lo ossessionava da giorni. Più o meno da quando aveva visto il ministro di non so che agitarsi al suono della techno al Pepeete.

Nella sala fumatori del call center dove lavoravano Delirio aveva accennato a Paura:”Non so se abbiamo fatto bene ad andare in riviera. Ogni volta che mi faccio sono perseguitato da una porchetta unta e sudata che grida SU LE MANI!” Paura lo guardò in maniera accondiscendente con un paio di occhiaie che erano il prodotto di una cura a base di litio, benzodiazepine ed antidepressivi.

Avevano deciso di passare un week end al mare ed erano partiti intorno a mezzogiorno, di venerdì. Il sole a picco sulla Polo rossa faceva sudare Delirio che già aveva ridotto la camicia bianca in un bagno di sudore. Paura, mentre guidava, pensava:”Sarà il caldo o l’astinenza?”. Era stato chiaro con Delirio:”NIENTE ERO”. Lui invece si sarebbe limitato con le birre.

A Milano Marittima tutti giravano in bici. Percorsero una rotatoria, poi un’altra rotatoria ed infine si trovarono davanti al Papeete. Era stato Delirio a decidere per quel bagno. “Lì mettono la techno i migliori dj italiani” disse ad un Paura perplesso. Una dose massiccia di forze dell’ordine presidiava l’entrata. Paura estrasse dalla tasca dei pantaloncini militari una boccetta di Xanax e contò quattro gocce posarsi sulla lingua. Fermò poi uno dei tanti pensionati ‘sandalati’ e ‘canottierati’ che popolavano la pineta adiacente al luogo. Chiese all’uomo spiegazioni. “C’è il ministro e a giudicare dalle vostre facce è meglio che oggi stiate lontani da quel bagno” si sentirono dire dal tipo dalla barba bianca. Paura si era già rassegnato ed i suoi neuroni erano proiettati verso una gustosa piada con la porchetta. Delirio alle parole del vecchio sbottò:”Se non possiamo arrivare da terra arriveremo dal mare!””Però prima la piada con la porchetta” rispose Paura. Al chiosco bianco e rosso del piadinaro romagnolo Delirio si incantò a guardare il muso dell’animale e con una mossa svelta che stupì Paura si fregò la mela che teneva in bocca la porchetta. Poi noleggiarono un pedalò che pagarono come oro visto che nessuno dei due aveva con sé i documenti. Delirio si impadronì del timone e diresse la barca verso il largo. Paura vide gli occhi di Delirio illuminarsi e capì che la promessa non sarebbe stata mantenuta. In un attimo si materializzarono polvere e cucchiaino in una mano e una siringa che Delirio strinse tra i denti. “Una moto d’acqua della polizia!” urlò Paura. Delirio si girò e vide un ragazzino alla guida. Dallo spavento gettò tutto a mare e dalla bocca gli uscì “Maledetto, te la farò pagare”. Un borbottio confuso per la siringa che ancora aveva tra i denti. Pedalarono fino alla spiaggia del bagno Papeete e si mischiarono tra la gente infervorata dalla presenza del ministro. Partì un inno di Mameli in versione techno. “Su le mani per il ministro” urlò il dj dalla consolle. “Così, qui ci sarebbero i migliori dj?” ringhiò Paura a Delirio. “Io, per sopportare sta roba qua ho bisogno di bere”. Quindi si diresse verso il bar. Delirio era sul punto di seguirlo quando, davanti a lui, vide il ragazzino della moto d’acqua ballare sulle note dell’inno nazionale. Gli diede una spallata e lo fece cadere dal lettino sul quale ballava. Cadde a terra. Una caduta banale che però non gli impedì di urlare:”Papà, papà, il tossico mi ha dato una spinta!” La musica si fermò. Delirio in un secondo venne circondato da polizia, guardie del corpo e cc. Paura, che seguiva la scena dal bar, si attaccò alla boccetta di Xanax. Il ministro si fece largo e si trovò a faccia a faccia con Delirio. La faccia del ministro era rossa dalla rabbia. Delirio pallido come un cadavere. L’immagine del ministro si sovrappose a quella della porchetta. Alla prima sillaba pronunciata dal ministro Delirio ficcò la mela rossa sottratta alla porchetta in bocca all’uomo.

“Ministro, le ho portato la sua mela” disse infine.

“Ecco i miei ragazzi! Dove eravate finiti!” Paura corse verso il pensionato ‘sandalato’ e ‘canottierato’ e lo abbracciò. “Signor ministro li perdoni. Ogni tanto scappano dalla comunità”. Delirio gli fece l’occhiolino. Il ministro fu clemente ma al posto di un sorriso gli si stampò in faccia un ghigno. “SU LE MANI PER IL MINISTRO!” urlò il dj. La musica ripartì con il suo TUNF TUNF.

Andrea Tabs Tabellini