Il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez ha presentato una manovra economica record, con investimenti di 240 miliardi di euro, per affrontare in modo espansivo la crisi economica e sociale scaturita dalla pandemia di Covid.
Pur essendo un governo di minoranza, composto da socialisti e Podemos, l’esecutivo spagnolo appronta una finanziaria coraggiosa non solo in termini quantitativi, ma anche per le misure in essa contenute, come l’aumento della tassazione per i più ricchi, l’introduzione di una patrimoniale, investimenti sociali, parità di genere e, in definitiva, un addio alle politiche di austerity.
“Dopo 10 anni, finalmente si è capito che sono le misure espansive le uniche che possono fronteggiare una crisi, che sarà epocale, commenta ai nostri microfoni il corrispondente da Barcellona de il Manifesto, Luca Tancredi Barone.

Pandemia, la manovra economica della Spagna

Le misure che hanno destato più attenzione in Italia sono quelle che puntano a redistribuire la ricchezza. In particolare, il governo spagnolo aumenterà di tre punti l’aliquota per i redditi da capitale di più di 200mila euro, di 2 punti per i redditi da lavoro di più di 300mila, una patrimoniale per i redditi di più di 10 milioni, anche se delegata alle regioni che possono decidere di non applicarla, e una tassazione di almeno il 15% per le società immobiliari. Tuttavia, le misure contro i redditi più elevati sono assai meno drastiche di quelle previste dall’accordo di governo. “La Spagna ha un 7% di tasse in meno, soprattutto per i più ricchi, rispetto alla media europea – sottolinea il giornalista – Già a gennaio, nell’accordo di governo, Podemos spingeva affinché si recuperasse questo gap”.

La bozza della manovra, che ora dovrà affrontare lo scoglio parlamentare, contiene un aumento delle spese e dei budget di tutti i Ministeri, in particolar modo quelli sociali. Aumentano sensibilmente le spese sanitarie e per l’educazione, aumentano le spese per la scienza, per la disoccupazione e per quella che in Spagna viene definita “economia della cura“, come ad esempio gli asili nido, il baby sitting e più in generale quelle misure di sostegno alle famiglie.
Vengono anche finanziati i congedi parentali di maternità e di paternità, che vanno a completare un importante percorso per la parità di genere. Anche i papà spagnoli, dunque, saranno obbligati a prendersi 16 settimane di congedo per seguire i neonati.

Tra le altre misure, alcune riguardano la tassazione. Da un lato, infatti, si introduce una tassa sulle bevande zuccherate, allo scopo di disincentivarne il consumo che è notoriamente nocivo per la salute. Dall’altro, vengono implementate la Tobin tax sulle transazioni finanziarie, la tassa Google e viene introdotta una tassa verde.
Sono circa 27 i miliardi che arriveranno la Spagna dal fondo sociale europeo che, commisurati all’importo complessivo della manovra, sono poco più del 10% delle risorse mobilitate.

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