È passato un anno da quanto Patrick Zaki, studente del master Gemma dell’Università di Bologna, venne arrestato. Nel giorno di questo triste anniversario, istituzioni, associazioni e mondo della cultura continuano a chiedere a gran forza la sua liberazione con un ricco programma di iniziative che hanno preso il via questa mattina.
Forte è la richiesta di Alma Mater, Comune e Regione, rivolta direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di conferire a Patrick la cittadinanza italiana.

Patrick Zaky, la vicenda

Arrivato in Italia nel settembre 2019, grazie a una prestigiosa borsa di studio Erasmus Mundus, Patrick era studente del Master in Studi di genere presso l’Alma Mater Studiorum a Bologna. Lo studente egiziano venne arrestato un anno fa al Cairo, mentre tornava a casa da Bologna. Fra i capi d’accusa che hanno portato all’arresto vi sono: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale e propaganda per il terrorismo. Attualmente detenuto nel carcere di Tora in Egitto, è stato concesso a Zaki di partecipare a solo due udienze, in seguito alle quali la sua custodia cautelare è stata ulteriormente prolungata. Per i capi d’accusa, potrebbe rischiare fino a 25 anni di carcere.

L’ultima udienza è avvenuta lunedì primo febbraio, il cui esito è stato lo stesso degli ultimi processi: la custodia cautelare sarà prolungata di 45 giorni.
In questi mesi di detenzione e assenza di informazioni riguardo le sue condizioni, la famiglia Zaki ha ricevuto solamente due brevi lettere, in cui lo studente comunicava di essere fisicamente e mentalmente esausto, esprimendo la mancanza degli amici di Bologna. “Fate sapere a tutti che sono qui che perchè sono un difensore dei diritti umani”, ha dichiarato.

Patrick Zaki, la cittadinanza onoraria e la speranza del rilascio

A un anno di distanza dall’arresto dello studente egiziano, è stata avanzata la proposta di conferigli la cittadinanza italiana. Lanciata da Station to Station – 6000 sardine (Forlì-Maranello-Piacenza), la petizione per la cittadinanza italiana a Patrick Zaki ha già superato le 125.000 firme, dimostrando la vicinanza della comunità italiana nei confronti dell’ingiusta detenzione dello studente, il quale ha più volte espresso la sua gratitudine, affiancata dal desiderio di tornare ai suoi studi.

All’appello per ricordare la detenzione di Patrick, non sono mancati gli studenti e le studentesse dell’Università di Bologna che, manifestando in piazza per la sua liberazione un anno fa, ora fanno sentire le proprie voci attraverso un evento online, organizzato per presentare al presidente della Repubblica l’intenzione di conferire la cittadinanza italiana a Patrick.
«Il suo impegno per i diritti civili, per la libertà di pensiero – ha affermato il rettore dell’Alma Mater, Francesco Ubertini – La sua attenzine verso i gruppi più marginalizzati, meno ascoltati e non riconosciuti è per noi motivo di orgoglio ed esempio di coraggio e resilienza».

Ubertini ha però espresso la sua preoccupazione riguardo le condizioni in carcere dello studente: «Patrick è un giovane coraggioso, leale e forte, ma abbiamo paura che questi lunghi mesi di detenzione, di profonda incertezza e pericolo per la salute, accentuate dalla pandemia, rendano la sua condizione ancora più drammatica. Le voci di studentesse e studenti, cittadini e cittadine, chiedono il ritorno di Patrick in un Paese che ha accolto il suo entusiasmo per lo studio. Diritti umani, culturali, civili esigno oggi più che mai la tua liberazione».

ASCOLTA LE PAROLE DI FRANCESCO UBERTINI:

Affiancato dal rettore, il sindaco di Bologna, Virginio Merola, si è rivolto direttamente al giovane: «Caro Patrick, il tuo posto è qui, nell’Università che crede nei diritti umani e nella libertà. Continueremo a lottare come ci hai chiesto».
Il primo cittadino ha sottolineato la necessità di un cambio di politiche da parte dell’Europa e dell’Italia che non subordini i diritti umani allo sviluppo economico e alle relazioni con gli altri Stati. Il riferimento è ai rapporti che l’Italia continua a intrattenere con l’Egitto. «Chiediamo la cittadinanza italiana sapendo che questa coincide, nel nostro ordinamento, con la cittadinanza europea», ha aggiunto Merola.

ASCOLTA LE PAROLE DI VIRGINIO MEROLA:

Le iniziative promosse per la liberazione di Patrick Zaki

Amnesty International, affiancata da MEI-Meeting delle Etichette Indipendenti e Voci per la libertà, ha dimostrato il suo sostegno per lo studente egiziano e la sua liberazione, promuovendo un evento “Voci X Patrick – Maratona musicale per chiedere la liberazione di Patrick Zaki”, che interesse dodici ore di musica. L’evento è reso possibile dall’appello lanciato da organizzatori del mondo della musica e prevede oltre 200 interventi, collezionando la partecipazione di artisti, giornalisti, conduttori e organizzatori di festival. «Dedichiamo questa iniziativa a tutti i prigionieri di coscienza che sono stati rapiti, torturati, scomparsi e detenuti illegalmente», hanno annunciato.

Fra gli appuntamenti, vi è quello dell’Assemblea legislativa che ha deciso di dedicare una puntata speciale a Patrick Zaki, mandata in onda su LepidaTV e in diretta sulla pagina Facebook. Durante la puntata sono intervenuti Emma Petitti, presidente dell’assemblea legislativa, Riccardo Noury di Amnesty International e Rita Monticelli, direttrice del Master in Studi di Genere, frequentato da Patrick presso l’Università di Bologna.
Un nuovo spazio è stato, inoltre, dedicato allo studente egiziano: all’interno della Biblioteca Salaborsa, sarà aperta una sala studio “Pop-up” intitolata a Zaki, “nostro cittadino onorario e studente, in questo momento ingiustamente incarcerato in Egitto”. Una soluzione approvata dall’assessore alla Cultura Matteo Lepore, per far fronte all’impossibilità di svolgere eventi e congressi in ricordo dello studente.

Vittoria Torsello

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