Altri 45 giorni di carcere per Patrick Zaki. Li hanno decisi ieri le autorità egiziane, che continuano ad accanirsi sul giovane studente dell’Università di Bologna. La presenza in aula di Patrick, domenica scorsa per la prima volta da marzo, aveva lasciato sperare in un esito diverso. Purtroppo, però, dall’Egitto non arrivano mai sorprese positive, come commenta il portavoce di Amnesty International Riccardo Noury.

Patrick Zaki, il prolungamento della detenzione

È stata rinnovata di altri 45 giorni la custodia cautelare di Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna da oltre cinque mesi in carcere in Egitto per propaganda sovversiva. Lo ha riferito all’Ansa al Cairo una sua legale, Hoda Nasrallah.
La decisione è stata presa da una “corte d’assise”, si è limitata ad aggiungere la legale in un messaggio.

Un altro degli avvocati dello studente, Walid Hassan, nonostante le aspettative circa una sua liberazione ha detto all’Ansa che il prolungamento era prevedibile visto che l’udienza di ieri era stata “eccezionale” ed era avvenuta senza il coinvolgimento dell’intero collegio di difesa.

Il prolungamento è di 45 giorni, come noto, dato che sono passati i cinque mesi durante i quali i dieci possibili rinnovi della custodia cautelare in Egitto sono di 15 giorni e vengono ordinati dalla sola Procura. Per questi prolungamenti di un mese e mezzo serve invece l’autorizzazione di un giudice.
Fra le accuse a carico di Zaki, basate peraltro solo su un controverso account Facebook, vi sono “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”.

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