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Le parole sono pietre e spesso colpiscono le donne. L’importanza di una corretta informazione di genere nei casi di cronaca nera e una riflessione sulla comunicazione e sui nuovi femminismi nel libro “Parole avanti – Femminismo del Terzo Millennio” di Claudia Sarritzu.

“L’ha uccisa perché l’amava troppo”, “raptus di gelosia”, “a nove anni costretta a prostituirsi”. Sono solo alcuni esempi di titoli di ordinari articoli di cronaca nera che troviamo sui quotidiani e che sono tutti accomunati da una cosa: una comunicazione sbagliata.
Dalla colpevolizzazione della vittima alla giustificazione dell’aggressore e addirittura dell’omicida: sono tanti i problemi dell’informazione italiana quando affronta violenza di genere e se, come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti, queste narrazioni si rivelano tossiche, contribuendo più o meno consapevolmente a veicolare il maschilismo e il patriarcato.

È su questi temi che si concentra “Parole avanti – Femminismo del Terzo Millennio” (Palabanda edizioni), il libro della giornalista di Globalist Claudia Sarritzu. Una riflessione da parte di chi fa questo mestiere e che si misura quotidianamente con gli errori e talvolta le oscenità di colleghi, che per superficialità, ignoranza o smania di un titolo ad effetto, raccontano in modo sbagliato gli episodi in cui le donne sono vittime di violenza.

Ai nostri microfoni Sarritzu presenta il libro, concentrandosi in particolare sull’informazione online: “I giornali cartacei sono sempre più di nicchia – osserva la giornalista – e sul web molte persone si fermano al titolo e all’immagine, condividendo poi l’anteprima“.
Proprio per questa fruizione superficiale dell’informazione, quindi, occorre che il linguaggio utilizzato da chi gli articoli li scrive sia corretto e non riproduca luoghi comuni o stereotipi.
Dall’altra parte dello schermo, invece, vige spesso la logica del sensazionalismo, alla fine da attirare il lettore e generare un clickbait.

L’attenzione dell’autrice è rivolta soprattutto ai più giovani, che vanno sensibilizzati e istruiti su come interpretare e leggere le notizie. Per fare ciò, oltre allo strumento del libro, Sarritzu tiene incontri nelle scuole.
Nonostante ciò, è importante che l’Ordine dei Giornalisti continui ad organizzare corsi di formazione sulla comunicazione di genere, come fa da quando è obbligatoria per legge la formazione continua per i giornalisti.

Ancor più necessario, però, è un nuovo femminismo. E in questo senso i femminismi che stanno crescendo in giro per il mondo lasciano ben sperare. Nel suo libro, la giornalista racconta alcune realtà: dalla donna sarda a quella siriana, dal maschilismo italiano a quello brasiliano, dalle lotte dei movimenti femministi occidentali fino alle combattenti curde.

ASCOLTA L’INTERVISTA A CLAUDIA SARRITZU: