Riprendendosi da una sbornia durata decenni, Ozzy Osburne decide di rilasciare tre nuovi singoli annunciando il suo ultimo lavoro: Ordinary Man.

Cosa è accaduto al padre dell’ heavy metal?

Per tutto il corso della sua carriera, che parte dagli esordi con i Black Sabbath negli anni‘70, il “messia nero” dell’ heavy metal ha sempre vissuto una vita di eccessi, sregolatezze e vizi; solo ora però sembra aver preso coscienza sulla sua reale situazione: versa in uno stato di salute pietoso come dichiarato da lui stesso. Affetto dal morbo di parkinson, malattia neurodegenerativa tutt’ora incurabile, Osburne decide di trovare riparo nella musica e non aspetta ad annunciare Ordinary Man, il nuovo album in uscita per il 21 febbraio.

L’intero lavoro sembra essere animato da continue riflessioni sul passato come nel singolo Under the graveyard che esplicita palesemente un sentito rimorso nei confronti degli atteggiamenti di quell’ Ozzy che ha costrutito da sé il personaggio trasgressivo e ribelle, poi innalzato a ideale da seguire per dichiararsi una rockstar.

Il giovane cantante di cui sentiamo parlare nel testo è aggressivo e distrutto a causa di una dipendenza tossicomane nei confronti di tutte le tipologie di sostanze stupefacenti; qui viene ad essere raccontato il periodo in cui Ozzy viene cacciato dai Black Sabbath, lo stesso periodo in cui decide di rinchiudersi in una stanza d’albergo per circa un anno a bere e drogarsi in compagnia della psicosi maniaco-depressiva che lo aveva colto in quel momento di debolezza.

Anche il singolo Straight to Hell accoglie le stesse tematiche ma in maniera differente; sonorità distorte veicolano un messaggio più diretto e vicino alle condizioni fisiche del cantante; “dritto all’inferno” questa è la sorte che si aspetta e che si canta Osburne.

Il malessere che alberga in lui non porta però ad un’ atteggiamento di completa resa, l’opeario inglese che portò alla nascita l’heavy metal è ancora intenzionato a girare per il mondo e suonare, forse spinto dal desiderio di dare ai suoi fans un ultimo saluto prima che cali il sipario. L’Ozzy Osburne che abbiamo davanti è sicuramente diverso, ha abbandonato le stregate serate di sabba per ritrovare il suo lato più umano e l’amicizia con Elton John in questo sembra essere stata fondamentale.

Nell’eccentrico cantautore che è Elton John, lo zio Ozzy non trova solo un amico capace di sostenerlo ma anche un’artista in grado di sentire la sua sofferenza e racchiuderla in un brano simbolo di quell’uomo divenuto comune agli altri, ordinario.

Sotto l’etichetta di Epic Records, Ordinary Man sembra quindi l’ultimo pezzo mancante dell’oscura eredità che Osburne ha creato lungo tutti questi anni.

Gabriele Vattimo