Prolifico compositore e direttore cinese contemporaneo residente negli Stati Uniti, autore anche d’apprezzate colonne sonore, dal linguaggio fortemente comunicativo, pur nella sua complessità, proposto nella puntata di “Un tocco di classico” di giovedì 6 giugno

Carta, acqua, canti degli uccelli, voci, battiti di mani, strumenti etnici in originale commistione con gli organici strumentali della grande tradizione occidentale e perfino smartphone, questi, sommariamente, alcuni degli ingredienti peculiari dello stile compositivo del cinese Tan Dun (classe 1957), la cui opera, “The first Emperor”, rappresentata in prima assoluta al Metropolitan di New York il 21 dicembre 2006, ebbe addirittura il tenore Placido Domingo nel ruolo del protagonista, il quale, in questa occasione, ebbe così modo d’ampliare ulteriormente la già vasta gamma di personaggi operistici interpretati, nel corso della sua longeva carriera, sui palcoscenici delle più prestigiose ribalte mondiali (a parte quelli consegnati al solo disco, oltre ad almeno un paio d’incursioni cinematografiche).

Un paio di composizioni di Tan Dun saranno proposte nel corso della trasmissione, dirette dall’autore medesimo: “Orchestral Theatre” (1990), lavoro fortemente drammatico, centrato sui rituali religiosi che caratterizzarono l’infanzia del compositore, in cui si fondono musica popolare ed atonalità occidentale, ed il “Concerto per orchestra” (2012), in 4 movimenti, imperniato sulle atmosfere esotiche dei viaggi di Marco Polo, dal punto di vista geografico, spirituale e musicale.

Postludio: “Senz’altro un’artista poliedrico che, dopo una vita difficile nella Cina comunista, ha saputo progressivamente conquistarsi una fama planetaria, lasciando un segno indelebile per l’assoluta originalità del suo stile musicale.”

– Gabriele Evangelista

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